Vasto

Bimba del bosco ricoverata, niente notti con mamma Catherine

9 Maggio 2026

La tutrice nega alla Birmingham di dormire con la figlia in ospedale. Disposte due ore di visita al giorno

VASTO. Linea dura della giustizia minorile nei confronti dei genitori del bosco. Non solo in casa famiglia ma, adesso, anche nell’ospedale San Pio di Vasto dove da giorni è ricoverata una delle due bimbe: la tutrice speciale Maria Luisa Palladino ha deciso che Nathan Trevallion e sua moglie Catherine Birmingham non potranno passare la notte insieme alla piccola. Dovranno accontentarsi alla visita mattutina di due ore. E non è finita qui. Alla famiglia è stata negata anche la possibilità di far visitare la bambina da medici di fiducia, così come quella di mettere in contatto telefonicamente gli stessi professionisti e i medici dell’ospedale. Una decisione che la Palladino avrebbe preso a seguito di un confronto con il responsabile del reparto e che acuisce ulteriormente le tensioni tra le parti di questa vicenda.

Immediate le reazioni sul piano politico, con la Garante nazionale per l’Infanzia Marina Terragni che si è espressa pubblicamente contro la scelta della tutrice ricordando, in una nota, il documento del ministero della Salute del 2021 che recita: «Nel caso di ricovero del bambino (...) il team pediatrico dovrebbe garantire continuità della relazione e vicinanza genitore-bambino per tutta la degenza, come parte integrante delle cure, prevedendo accesso illimitato h24 di almeno uno e, quanto possibile, di entrambi i genitori». Terragni aveva poi citato la prima Carta europea dei bambini in ospedale (Carta di Each) del 1988 e la prima Carta italiana, adottata a Trieste nel 2001, contenenti gli stessi principi.

Anche la deputata Michela Vittoria Brambilla, vicina alla causa della famiglia, ha lanciato un appello al tribunale per i minorenni dell’Aquila affinché a Catherine sia consentito «di rimanere accanto alla sua piccola tutto il giorno e soprattutto la notte», con «una deroga» all’attuale dispositivo che, con la sospensione della responsabilità genitoriale, dal novembre 2025, ha collocato i tre bambini in casa famiglia dopo averli allontanati dalla loro abitazione di Palmoli. Intanto anche due amici dei Trevallion che avevano chiesto di poter salutare la piccola in ospedale è stato negato l’accesso.

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