Bimbi senza mensa, è protesta Le famiglie scendono in piazza

27 Settembre 2023

La rabbia dei genitori: ci svegliamo alle 5 per preparare un pasto che, alla fine, sarà mangiato freddo E annunciano un sit-in martedì davanti al Comune per chiedere di riattivare in tempi rapidi il servizio

CHIETI. C’è chi l’ha scelta del suo colore preferito, chi dei cartoni animati. Da lunedì, oltre allo zaino in spalla, circa 1.500 piccolini che fanno il tempo pieno portano a scuola anche la loro borsetta frigo. Bustine colorate per sigillare bene i liquidi, targhette con nome e cognome per non creare confusione con le altre scatoline, posate e tovagliolini. I genitori devono pensare al kit completo per fare pranzare i figli sui banchi, perché il servizio mensa su cui tanto speravano non è ancora ripartito. Monta, così, la protesta di mamme, papà e nonni che, tra turni di lavoro e minuti contanti, devono preparare la mattina presto il pasto che, alla fine, verrà mangiato freddo. E le famiglie sono sul piede di guerra: è in programma per martedì la protesta che hanno organizzato davanti al Comune, lungo corso Marrucino, per far sentire le loro voci a tutta la giunta guidata dal sindaco Diego Ferrara.
«È UNA VERGOGNA»C’è chi si alza presto la mattina, chi deve fare affidamento sull’aiuto dei nonni e persino chi ha trasferito la figlia in un’altra scuola che offre il servizio mensa. Gessica Sablone, mamma di un bimbo che frequenta il primo anno alle Nolli, inizia a cucinare alle sei il pasto che «anche se lo metti nel thermos», dice, «arriva freddo, non c’è un microonde a scuola e neppure un frigo. Tutto questo è una vergogna». E c’è anche chi si alza ancora prima per via del lavoro. «Mi sveglio alle 5», racconta Erika Russo, mamma di Eva che va alla scuola dell’infanzia di via Pescara, «sono pochi i genitori che restano a casa, la maggior parte di noi lavora». Per i bimbi la mensa è anche un momento di socializzazione e di crescita. «Lo vedono come un gioco», prosegue la mamma, «è comunque una parte didattica della giornata che viene meno». E chi può preferisce andare a riprendere il bimbo a scuola per farlo pranzare a casa. «Non mi va di fargli mangiare un pasto freddo che diventa colla», commenta Simona Di Santo, mamma di Nicolò, iscritto alla scuola Nolli, «è importante preparargli anche un primo come la pasta, non può mangiare sempre un secondo».
I DISAGISono in difficoltà i genitori che hanno scelto la scuola a tempo pieno proprio perché viene incontro anche alle loro esigenze lavorative. «Preparare ogni giorno il pranzo inizia a metterci in difficoltà», aggiunge Rossella Di Renzo, «abbiamo sempre aderito al servizio: se abbiamo scelto la scuola a tempo pieno un motivo c’è ed è perché contavamo proprio sulla mensa». E i genitori sono arrabbiati perché l’anno scorso hanno pagato regolarmente il servizio. «Dove sono finiti i soldi che avevamo versato?», si chiede Di Renzo, «come sono stati usati? Non è possibile che un Comune così grande non provveda a un servizio indispensabile per le famiglie». Anche se consapevoli delle casse comunali in rosso, le famiglie non accettano i tagli che incidono sui piccoli alunni. «Il Comune non può ricordarsi a fine settembre di provvedere alla mensa», lamenta Grazia Del Monaco, mamma di un bimbo iscritto alla scuola di Zona stadio che, ieri mattina, non è riuscita a inserire i dati del reddito Isee perché era in blocco la piattaforma Smart.Pa usata per le registrazioni alla mensa.
I PERICOLIGestire tanti pasti diversi in una classe non è semplice per la maestre, sopratutto quando gli studenti sono piccoli. «Ci sono tante allergie in classe», spiega Carmine Gasbarro, «è complicato gestire tanti contenitori diversi, c’è rischio di contaminazioni». E proprio per questo Fjorela Shala ha trasferito la figlia Gloria all’asilo di Manoppello. «La bimba è celiaca», racconta, «non posso rischiare. Anche se si trovava bene con i compagni, ho dovuto cambiarle plesso e ho scelto un asilo che offre la mensa».
LA PROTESTA MARTEDìLe famiglie sono sul piede di guerra e puntano il dito contro il Comune. «A seguito del continuo perdurare del disagio causato dall’ente», scrivono in una nota i genitori, «si convoca una manifestazione pacifica». Martedì, alle 11, davanti alla sede provvisoria del municipio, si riuniranno genitori, insegnanti e personale Ata «per chiedere sicurezza sulla riattivazione del servizio in tempo celere in modo da garantire agli alunni e insegnati dignità e rispetto per un servizio necessario», concludono i genitori.
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