Bimo, i tecnici riparano i danni dell’incendio

Atessa, situazione meno grave del previsto per gli impianti bruciati. A giorni tornerà la produzione
ATESSA. Potrebbe tornare a regime prima del previsto lo stabilimento della Bimo colpito da un incendio nella notte di venerdì a seguito del surriscaldamento di un impianto.
Dopo un’attenta valutazione dei danni nelle ore immediatamente successive all’incidente da parte dei tecnici e della direzione aziendale, ci si è resi conto che la situazione è meno grave di quanto inizialmente ipotizzato.
I danni ai macchinari sono meno ingenti di quanto si era creduto in un primo momento tanto che i tecnici sono già al lavoro per ripristinare gli impianti che presto lavoreranno nuovamente a pieno regime, probabilmente anche prima dei quindici giorni di fermo ipotizzati in via cautelativa. L’azienda sta anche contattando e sollecitando diversi fornitori per reperire le materie prime necessarie alle lavorazioni.
La Bimo-Irplast produce pellicole da imballaggio e film protettivi in polipropilene, un derivato del petrolio per la cui lavorazione sono necessari macchinari particolari alcuni dei quali alimentati a olio diatermico. Proprio a causa delle alte temperature utilizzate e della presenza di olio, materiale facilmente combustibile, si è determinato l’innesco dell’incendio.
Una situazione che, come dichiarato dall’azienda, proprio per la tipologia delle attività di competenza, è del tutto possibile e non imputabile ad inosservanza delle misure di sicurezza che sono tuttavia immediatamente scattate.
La procedura di sicurezza è stata rispettata appieno con lo spegnimento di tutti i macchinari e degli impianti di gas e di elettricità, così come sono state rispettate tutte le norme sulla regolare manutenzione degli impianti.
L’incendio è scattato attorno all’una di notte di venerdì. Il locale interessato è una caldaia che si trova all’esterno dello stabilimento e che non ha bisogno della presenza di personale addetto.
In quel momento lo stabilimento, il secondo della Bimo-Irplast ad Atessa, si trovava al lavoro a pieno ritmo per rispettare il processo di gestione degli ordinativi, che è continuativo. Ora si lavora al regolare ripristino delle attività produttive. (d.d.l.)
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