Bimo, Rucci: solo la decisione condivisa salverà l’industria

ATESSA. «Nello stabilimento Bimo-Irplast non è stato possibile procedere a votazioni democratiche sull'ipotesi di accordo». É amareggiato Giuseppe Rucci, segretario provinciale Filctem-Cgil su quanto...
ATESSA. «Nello stabilimento Bimo-Irplast non è stato possibile procedere a votazioni democratiche sull'ipotesi di accordo». É amareggiato Giuseppe Rucci, segretario provinciale Filctem-Cgil su quanto accaduto nello stabilimento di Atessa che produce pellicole e adesivi in polipropilene. Gli operai della fabbrica (135 in tutto) hanno deciso di non votare un'ipotesi di accordo che però le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e tre quarti delle rsu avevano firmato assieme ai rappresentanti aziendali e di Confindustria. «La vertenza Irplast», spiega Rucci, «si trascina ormai dal 2010, quando la grave situazione finanziaria fece entrare l'azienda in regime di ristrutturazione del debito. Una situazione drammatica, che neanche i sacrifici compiuti dai lavoratori in questi anni sono serviti a superare. Una vertenza anomala e complessa che inevitabilmente si scontra con la preoccupazione, la rabbia e le ansie legittime dei lavoratori. Con uno scenario di questa natura il rischio è che, se non si trova una soluzione condivisa, le conseguenze (note a tutti dal 2010) comporterebbero la necessità di cessare tutte le attività dello stabilimento A, con ricadute occupazionali e forti preoccupazioni nel breve periodo anche per lo stabilimento B. Nel mese di novembre 2014 è iniziata una discussione sulla possibilità che solo attraverso la terziarizzazione delle attività si sarebbe potuto essere in grado di far fronte a questa drammatica situazione, con la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la possibilità di fare importanti investimenti per ridare slancio, vigore e prospettive alle attività. Abbiamo svolto diverse assemblee, abbiamo coinvolto i nostri legali per le dovute verifiche e individuato diverse clausole di salvaguardia. Purtroppo questa situazione comporta qualche ulteriore sacrificio economico da parte dei lavoratori. A fronte di questo scenario abbiamo sempre sottolineato e rimarcato che l'eventuale accordo, per diventare esigibile, doveva passare attraverso il voto segreto di tutti i lavoratori Irplast».
«Purtroppo», fa notare il segretario Filctem Cgil, «ciò non è avvenuto. Come Cgil in questi anni ci siamo battuti affinché la democrazia attraverso il voto democratico dei lavoratori su tutti gli accordi fosse un elemento di libertà e di civiltà. Dispiace constatare che questo non sia stato possibile. Ognuno avrebbe potuto esprimersi liberamente e in conseguenza del risultato, qualunque fosse stato, avremmo continuato la nostra azione sindacale». (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

