Blu parking “licenziata” L’assessore spiega perché

Affare dei parcheggi: Colantonio sfida gli oppositori e li accusa di corbellerie Poi difende il dirigente Intorbida e Cicconetti che hanno rescisso il contratto
CHIETI. «Non siamo preoccupati di eventuali ricorsi della Blu parking ai tribunali amministrativi, quell'ordine del giorno di Alessandro Giardinelli contiene numerose corbellerie». L'assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio liquida in poche parole il documento presentato l'altroieri mattina in aula dal consigliere di opposizione insieme a altri. E fa a spada tratta una difesa d'ufficio del suo settore, che con il dirigente Paolo Intorbida e il responsabile del procedimento Aldo Cicconetti hanno di fatto licenziato con determina la Blu parking dalla gestione dei parcheggi in città. In conferenza stampa ieri l'assessore ha anzi sottolineato che «da parte mia c'è la piena fiducia nell'operato di questo ufficio, che con la rescissione della convenzione del 3 agosto 2011 ha realizzato un atto gestionale e nient'affatto politico, come invece vorrebbe far pensare l'ordine del giorno».
L'assessore gioca la partita dei numeri, quel credito vantato dal Comune dagli anni in cui la coop Ecoesse gestiva i parcheggi come capofila di un’associazione temporanea di imprese che poi mutò configurazione con il subentro di Blu parking. «Parlando di servizi secondo convenzione», ha osservato Colantonio, «Blu parking deve al Comune 960mila euro, e non vale il principio della compensazione automatica con le cifre che la società rivendica. Ma è fondamentale capire a questo proposito», ha rilanciato l'assessore, «che Blu parking ha ereditato anche la posizione debitoria di Ecoesse nei confronti del Comune». Con la rescissione si è voltato pagina dopo un'era dominata da contrasti e contestazioni tra concedente e concessionario. «Ci rendiamo conto che l'intero affare può apparire a prima vista molto complicato», ha detto Colantonio, «e in parte lo è», chiarisce mentre sfoglia un'alta pila di documenti che tracciano la storia dei tormentati rapporti con Ecoesse prima e Blu parking poi. «Ma il filo conduttore della vicenda», spiega, «si snoda in due filoni fondamentali rappresentati dal mancato versamento dell'aggio, a oggi 400mila euro, e la mancata realizzazione del parcheggio a valle del terminal di via Gran Sasso, che della convenzione costituiva un capitolo importante, al punto da indurre alla corposa riduzione dell'aggio vigente prima di quella convenzione, dal 26% a un più accessibile 10%. Questo, si pensò, avrebbe agevolato la costruzione di quei parcheggi che avrebbero risolto lo spinoso problema della viabilità». Poi la precisazione che vorrebbe tagliare le gambe a qualsiasi altra reazione politica: «Stiano tranquilli gli oppositori perché ogni fase dello studio sulla possibilità di sciogliere il rapporto è stata verificata con il nostro ufficio legale».

