Borrelli: la delibera Asl è vaga, servono certezze per l’ospedale

ATESSA. «È un punto di partenza, ma va indicato concretamente come realizzare, nell’ospedale riconvertito, le attività cliniche e di diagnostica con la garanzia di qualità e sicurezza delle...
ATESSA. «È un punto di partenza, ma va indicato concretamente come realizzare, nell’ospedale riconvertito, le attività cliniche e di diagnostica con la garanzia di qualità e sicurezza delle prestazioni». È la posizione del Movimento per Atessa Unita (Mau) sulla “presa d’atto” di Pasquale Flacco, direttore generale della Asl, del decreto commissariale del 13 agosto 2016 sul riordino della rete ospedaliera della regione Abruzzo. Decreto che stabilisce per il San Camillo di Atessa la riconversione in ospedale di comunità con annesso Punto di primo intervento (Ppi) e attività residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti e malattie cronico degenerative. Previste attività cliniche e di diagnostica per immagini adeguate ai fabbisogni territoriali. «Atessa ha bisogno di uno sforzo unitario di tutti per risolvere i suoi problemi», afferma Giulio Borrelli capogruppo del Mau, «la storia dell’ospedale la conosciamo. Nel corso degli anni è stato progressivamente smantellato. Ora è riconvertito, ma non rispettando pienamente la vocazione e le esigenze di questo territorio. L’ultima delibera dei dirigenti della Asl, Flacco e Orsatti, è vaga nell’indicare concretamente -oltre la Rsa, la Ra e la Riabilitazione- come realizzare le attività cliniche e di diagnostica con la garanzia di qualità e sicurezza delle prestazioni per i pazienti. La delibera Flacco-Orsatti può essere considerata solo un punto di partenza: va integrata e migliorata». Borrelli pone alcune domande: «Perché non restano nel complesso ospedaliero l’Osservazione breve e la Lungodegenza, che risolverebbe anche alcuni problemi di Lanciano, ora in affanno? La chirurgia ambulatoriale, che trova un importante riconoscimento nella delibera, va organizzata dalla Asl in modo adeguato per essere al servizio di un vasto territorio e non affidata solo alla buona volontà di qualche operatore sanitario». Per Borrelli «bisogna investire seriamente in personale medico e infermieristico, oltre che in mezzi, per rendere sicura la struttura e garantire un futuro dignitoso al San Camillo. Solo allora potranno essere risolte tutte le obiezioni che questa delibera suscita». (m.d.n.)
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