Botte alle figliolette La sorella più grande racconta le violenze

LANCIANO. Dovrà raccontare al giudice quello che ha subito dal gennaio 2016 fino al giorno in cui ha lasciato la casa per essere accolta in una struttura protetta, la figlia di 10 anni di N.M.. L’uom...
LANCIANO. Dovrà raccontare al giudice quello che ha subito dal gennaio 2016 fino al giorno in cui ha lasciato la casa per essere accolta in una struttura protetta, la figlia di 10 anni di N.M.. L’uomo, 42 anni, è quello che lo scorso 13 settembre ha aggredito due dipendenti delle politiche sociali del Comune. È stato fissato al 1° dicembre l’incidente probatorio della bambina, che ha una sorella di 8 anni, nell’ambito di una indagine, condotta dal sostituto procuratore Serena Rossi, che vede il papà delle piccole accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia. L’uomo avrebbe picchiato anche con la cinta le due figlie di 8 e 10 anni. Proprio questi maltrattamenti sarebbero la causa dell’allontanamento delle bimbe che l’uomo da alcune settimane incontrava negli uffici delle politiche sociali in via dei Frentani. Incontri settimanali protetti, che si sono trasformati in una trappola per due assistenti sociali il pomeriggio del 13 settembre quando l’uomo, all’improvviso, ha preso a calci e pugni l’assistente comunale T.C., e poi la collega accorsa in suo aiuto. Probabilmente l’uomo l’ha vista come la responsabile dell’allontanamento delle bambine ospitate in una casa famiglia.
Nel corso dell’incidente probatorio si acquisirà la posizione della bambina alla presenza anche di una psicologa. Per la procura l’uomo “dando sfogo alla sua indole violenta e prevaricatrice”, maltrattava le figlie minori di 10 e 8 anni “aggredendole fisicamente quasi ogni giorno”. Le colpiva con violenti schiaffi e pugni. Le avrebbe colpite con una scopa e una cintura e costrette ad esercitarsi con gli strumenti musicali ogni giorno per più ore al giorno. Sempre per l’accusa l’uomo avrebbe sottolineato la loro incapacità, impediva loro di giocare, “le sottoponeva a comportamenti umilianti che facevano insorgere nelle bimbe una condizione di vero e proprio abbattimento psicologico e prostrazione, in grado di minare fortemente il loro delicato equilibrio psicofisico”. Questa stato di disagio avrebbe portato la figlia più grande a confidarsi con le insegnanti: queste si sono rivolte alle forze dell’ordine che hanno aperto le indagini per maltrattamenti. «Attenderemo l’incidente probatorio», dice l’avvocato difensore dell’uomo, Nicola Rullo, «stiamo vagliando gli atti dell’indagine». (t.d.r.)
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