Botti sparati dai balconi, cani e gatti in fuga

In tanti ignorano il divieto imposto dal Comune, raffica di proteste. Florio: c’è ancora tanto da fare
VASTO. Si sono allontanati da casa in preda al terrore per gli spari, lasciando nello sconforto più totale i loro proprietari. Alcuni sono stati ritrovati dopo ore di ricerca, come il gatto Naruto e il cane Tobby, ma tanti altri sono spariti. La notte di San Silvestro ha lasciato ancora una volta il segno sugli amici a quattro zampe che, spaventati dal rumore dei botti, sono fuggiti vagando smarriti per la città. Nonostante l’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Menna – che dal 31 dicembre al 2 gennaio ha vietato su tutto il territorio comunale l’accensione, il lancio e lo sparo di materiale pirotecnico in luoghi pubblici e privati – in tanti hanno voluto salutare il nuovo anno con il lancio di petardi e botti, infischiandosene del provvedimento e delle conseguenze, spesso funeste, che gli spari hanno sugli animali domestici e sulle persone. Per fortuna non si sono verificati incidenti, ma lo spavento per cani e gatti è stato tanto. A raccontarlo sono i tanti post pubblicati sui vari gruppi Facebook dai proprietari di cani e gatti.
«L’ordinanza firmata dal sindaco Menna è sicuramente un primo passo», commenta Rosanna Florio, presidente di Amici di Zampa, l’associazione che gestisce il canile municipale di Vallone Maltempo, «l’auspicio è che il prossimo anno venga firmata con largo anticipo, per consentire la pubblicizzazione del provvedimento alla popolazione e agli esercenti. È comunque un segnale positivo», conclude Florio.
«Abbiamo varato il provvedimento per sensibilizzare la cittadinanza ad evitare comportamenti che possano essere fonte di inquinamento ambientale, di pericolo per la sicurezza stradale e causa di morte per gli animali domestici per incidenti o infarto», spiegano il sindaco Menna e l’assessore Paola Cianci, «spesso si verificano episodi che provocano pregiudizio psicofisico agli animali, in quanto ingenerano una reazione di spavento negli stessi a causa del frastuono dei botti, esponendoli a rischio di fuga con perdita dell’orientamento. Tante sono state le sollecitazioni dei cittadini e delle associazioni impegnate sul territorio per la difesa e tutela degli animali».
L’anno scorso era stato il Comitato civico L’Arcobaleno, presieduto dall’avvocato Angela Pennetta, a chiedere l’ordinanza anti-botti. (a.b.)

