Bruciate altre due macchine

7 Giugno 2017

Non si ferma l’ondata di incendi tra Vasto e San Salvo: questa volta donne nel mirino

VASTO. Il domino del fuoco non si ferma. Altre due vetture sono state incediate a distanza di mezz’ora l’una dall’altra a Vasto e San Salvo. La cronaca consegna altri due episodi che parlano di metodi malavitosi che non raccontano certo la provincia tranquilla che le istituzioni dipingono. Alle 2,30 di ieri notte le fiamme hanno divorato la parte anteriore di una Opel Meriva parcheggiata in via Valloncello, a Vasto, sotto la casa della proprietaria. È di una giovane operaia. Alle 3,15, al 115 è arrivata una seconda richiesta di intervento per una Fiat 600 avvolta dalle fiamme in via Trento e Trieste, a San Salvo. Le fiamme in questo caso si sono avvicinate ad altre vetture e a un contatore. Provvidenziale l’intervento rapido dei vigili del fuoco. Anche la Fiat è di una operaia.
I carabinieri assicurano che fra i due episodi non ci sono collegamenti e le due donne non si conoscono. In entrambi i casi le auto sarebbero state distrutte per dispetto. Il 17 maggio scorso era stato fatto un raid simile a un’altra operaia vastese che aveva la vettura parcheggiata in via Smargiassi.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, annuncia la convocazione di un tavolo sulla sicurezza con le forze dell’ordine locali e l’assessore alla sicurezza, Gabriele Barisano. «I cittadini hanno diritto alla sicurezza. Da parte mia la solidarietà alle ultime vittime. Attendo le elezioni amministrative a San Salvo per raccordarrmi con il futuro sindaco, affrontare insieme l’argomento, cercando di trovare soluzioni congiunte», dice Menna. «Confidiamo nelle indagini già aperte dai carabinieri sui due episodi», aggiunge il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «Le vittime della notte scorsa sono entrambe donne e questo mi tocca profondamente», commenta il sindaco Magnacca senza riuscire a nascondere la propria preoccupazione.
I cittadini chiedono risposte. A Vasto in via Valloncello cresce la preoccupazione. La zona, a detta di diverse famiglie, al calar del sole pullula di teppisti. «In questa strada sono stati fatti anche furti. L’incendio della Opel Meriva ha messo tutti a rischio», dicono. La proprietaria dell’auto esclude di avere nemici. Le telecamere sulla circonvallazione istoniense potrebbero raccontare la verità.
A San Salvo il 18 aprile il fuoco innecsato da una mano distrusse tre auto. Ieri notte nel mirino è finita la Fiat 600 di una operaia. Una persona tranquilla, con una vita tranquilla, non impegnata in politica o nel sociale. Per questo gli investigatori ipotizzano il dispetto per questioni private. «Quale che sia l’origine dei due roghi, la notte di fuoco sconfessa quello che ha detto il prefetto di Chieti, Antonio Corona», dice il consigliere comunale di Vasto, Francesco Prospero (Progetto per Vasto).
«Vorremmo sapere a questo punto chi ha fornito i dati al rappresentante del governo. Chiediamo al sindaco Menna di chiedere al prefetto quali sono i dati in suo possesso che raccontano un territorio tranquillo. I nostri dati raccontano ben altro: furti, rapine, incendi». Prospero ricorda che un mese fa insieme ai colleghi Alessandro D’Elisa (Gruppo misto), Dina Nirvana Carinci (Movimento 5 Stelle), Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro), Vincenzo Suriani (Fratelli d’Italia-An), Alessandra Cappa (Unione per Vasto), Marco Gallo (M5S) e Nicola Del Prete (Vasto duemilasedici) erano state chieste iniziative per il miglioramento di sicurezza dei vastesi. «Speriamo che, finalmente, si cominci ad ammettere il male per poi trovare la giusta medicina», conclude l’esponente di Progetto per Vasto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA