C’è il pericolo incendi, arrivano le pattuglie contro i piromani

Via ai servizi per prevenire i roghi: più poliziotti, carabinieri e finanzieri sulle strade e nei boschi Il prefetto Forgione: «Anche i Comuni facciano la loro parte pulendo le aree a maggior rischio»
CHIETI. Arrivano le pattuglie anti-piromani in tutta la provincia di Chieti. Dopo la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Armando Forgione, il questore Annino Gargano ha firmato – in vista di questo fine settimana – un’ordinanza che rafforza i controlli per prevenire gli incendi. Le temperature torneranno a salire e, di conseguenza, anche il rischio roghi, come è avvenuto domenica scorsa, quando le fiamme hanno devastato oltre cento ettari di vegetazione tra Ortona, Fossacesia, Rocca San Giovanni, Mozzagrogna e Casalbordino, costringendo le forze dell’ordine a evacuare circa 400 persone perché il fuoco si era avvicinato pericolosamente alle abitazioni.
È stato dunque potenziato il numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri che sarà impegnato nei servizi sulle strade e nei boschi, soprattutto nelle zone in cui già si sono registrate situazioni di pericolo per la cittadinanza. Non solo piromani: le indagini hanno evidenziato come, spesso e volentieri, il vero problema sia rappresentato dai comportamenti sconsiderati di quegli agricoltori che, nonostante i divieti, bruciano sterpaglie sui propri terreni senza tenere conto del rischio concreto di non riuscire a tenere a bada le fiamme a causa del vento e del caldo. È esattamente ciò che è avvenuto domenica in località Torre Pizzis di Ortona, quando un 64enne del posto – ora indagato per incendio boschivo colposo – ha dato fuoco ai residui della potatura del suo oliveto: le fiamme, alimentate dalle forti folate di scirocco e dalle elevate temperature, si sono propagate con violenza all’attigua contrada Santa Lucia e, in rapida sequenza, ai Saraceni, per aggredire poi l’intera riserva dell’Acquabella e i suoi ripetitori Rai e di telefonia mobile, fino a spingersi a San Donato.
Un altro esempio risale a tre giorni fa: a Lanciano, tra le contrade di Villa Andreoli e Marcianese, sono andati in fumo sei ettari di terreni incolti e uliveti vicino alle case. A causare il rogo, in base agli accertamenti dei carabinieri forestali, sono stati due fratelli che avevano acceso il fuoco per fare i pomodori. E per l’ennesima volta, al di là delle scelte improvvide degli indagati, è emerso come i terreni incolti costituiscano un serio pericolo per la propagazione degli incendi.
«Ho scritto ai sindaci di tutta la provincia», spiega il prefetto Forgione, «chiedendo loro di aumentare le sanzioni nei confronti dei proprietari dei terreni che non assolvono ai propri doveri, in primis di tenere le aree pulite, soprattutto quelle prospicienti alle strade pubbliche. I controlli potenziati hanno lo scopo di scongiurare che vengano messi in atto gesti dolosi ma anche comportamenti sconsiderati. Non servono tanti giri di parole: in estate c’è il divieto assoluto di bruciare sfalci, stoppie e residui di potature. Ma anche i Comuni devono fare la propria parte, tenendo pulite zone e scarpate a rischio incendio».
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