«C’è poca acqua? Più rispetto per il clima»
Esperti a confronto nel convegno della Sasi. Imprudente: «La Regione punta a rifare gli impianti»
LANCIANO. Ridurre le emissioni clima-alteranti per ridurre gli impatti climatici negativi sulla disponibilità idrica e ridurre gli sprechi di acqua potabile. Sono le due azioni da fare per Piero Di Carlo, docente di Fisica dell'atmosfera e climatologia dell'Università D'Annunzio, per provare a risparmiare l’acqua, di cui c’è sempre minore disponibilità anche per colpa dei mutamenti climatici, e illustrate al convegno della Sasi in occasione della “Giornata internazionale dell'acqua”. Azioni che devono essere accompagnate, proprio da parte della Sasi, da interventi sulle condotte, da riparare ma soprattutto sostituire, visto che di acqua se ne perde anche molta e ogni sera, da quasi due anni, 30mila utenti restano con i rubinetti a secco.
«Le temperature influenzano le portate dei fiumi, che sono grandi risorse di acqua», spiega Di Carlo, «e più salgono anche per i gas inquinanti e più le portate diminuiscono e con esse le precipitazioni. Il clima è fondamentale e va preservato riducendo le emissioni altrimenti avremo sempre meno acqua». «Che non manca nella sorgente del Verde», aggiunge di Sergio Rusi, docente di Geologia applicata all'Università D'Annunzio, «che è straordinaria perché alimentata da un acquifero ampio, molto permeabile che ci permetterebbe di avere acqua, certo con portate ridotte, anche senza precipitazioni per 5 anni». Acqua che ha un’ottima qualità alla sorgente come spiegato da Tommaso Pagliani, biologo della Sasi, che si è dotata di un laboratorio interno per controllarla. Sarà anche microbiologicamente pura alla sorgente ma di acqua ce n'è sempre meno e molta viene sprecata da tubature fatiscenti e che si rompono spesso. L’ultima rottura due giorni fa ha lasciato all’asciutto 21 Comuni e molti sindaci hanno anche dovuto chiudere le scuole che, però, dovrebbero essere dotate di autoclavi. Spesso poi le rotture si aggiungono alle riparazioni programmate che mettono in ginocchio gli utenti.
«Abbiamo acquedotti di oltre 50 anni», dice l'assessore regionale al servizio idrico Emanuele Imprudente, «e per questo la Regione tra Pnrr e altri fondi punta sul rifacimento degli impianti dopo anni di interventi sui depuratori. Abbiamo ottenuto 85 milioni dal Pnrr e quasi la metà, 41.5, sono andati alla Sasi perché ha le maggiori criticità». E il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe ha ricordato che i soldi saranno usati per realizzare la terza condotta dalla sorgente Verde fino al partitore di Casoli e poi a Scerni, per il potabilizzatore ad Altino che aumenterà la disponibilità di acqua di 500 litri al secondo nei periodi di secca. Interventi però che vedranno la luce nel 2026/2027, quindi i disagi, purtroppo, ci saranno ancora.
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