Camion nell’area tutelata rompono le basole antiche

L’ambientalista Menna: viavai di mezzi pesanti per realizzare una casa privata Zona tutelata e vicina all’area archeologica con i resti della storia della città
VASTO. Pavimentazione danneggiata in più punti nella piazzetta di San Pietro, adiacente la panoramica passeggiata di via Adriatica. L’andirivieni di mezzi pesanti, utilizzati per il trasporto di materiali edili per la realizzazione di un edificio nella vicina via Osidia, ha procurato lesioni alle basole in pietra antichissima.
Ivo Menna, a nome dei residenti, ha sollecitato gli uffici comunali affinchè si proceda con una certa urgenza alla riparazione della pavimentazione danneggiata e alla sistemazione della piazzetta. Chi abita da quelle parti chiede anche l’intervento della polizia municipale per scoraggiare la sosta selvaggia delle auto. «I tecnici e i dirigenti del settore Servizi hanno verificato con un sopralluogo lo stato di precarietà e di sconnessione della pavimentazione», sostiene l’ambientalista Menna, «la piazzetta, unica per bellezza e storia, posta in una area archeologica dove resti dello splendore di Roma fanno mostra del passato importante e del ruolo che Vasto ha assunto nei secoli, ha subito dei danni a causa del passaggio di pesanti mezzi di trasporto di materiali edili serviti per la realizzazione di un edificio al di là della stessa piazzetta, in via Osidia, subendo una gravissima alterazione». Menna ricorda che la piazzetta si trova a pochi metri dall’area archeologica e dalle Terme Romane, meta nella stagione primaverile ed estiva di numerosi viaggiatori e turisti ospiti della città. «Ho sollecitato da diversi giorni gli uffici comunali, perché si proceda con una certa urgenza alla sistemazione della piazzetta», insiste Menna che è anche coordinatore regionale Ona, l’Osservatorio nazionale amianto, «non credo proprio che dobbiamo aspettare i tempi biblici di Noè per restituirle il proprio decoro».
Menna solleva anche il problema dell’invasione delle auto. «La piazzetta di notte viene utilizzata come parcheggio», dice Menna, «sarebbe il caso che il nuovo comandante della polizia municipale, Giuseppe Del Moro, facesse intervenire il personale dopo le 21 per scoraggiare la sosta selvaggia. L’incuria e l’abbandono di questi luoghi deve pur cessare un giorno, occorre che si faccia strada una nuova cultura che veda i beni storici e archeologici avere un primato sulla speculazione privata, che siano finalmente censiti, e che rientrando nell’istituendo Parco della costa possano tornare al pubblico godimento. Così possiamo sconfiggere vandalismi, insicurezza, individualismi che si rivelano i mali peggiori della nostra comunità: invece delle ingenti spese pubbliche per la videosorveglianza bisogna coinvolgere i cittadini per difendere e tutelare il territorio come bene pubblico sacro».
Anna Bontempo
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