Campagna elettorale sul lavoro I sindacati: serve un piano subito

29 Settembre 2021

Orlando, in Comune per lanciare la ricandidatura di Menna, annuncia: eviteremo delocalizzazioni Cgil, Cisl e Uil: adesso bisogna passare ai fatti. Il Pd contro la Regione: il governo c’è e lavora per noi

VASTO. La crisi dell’automotive ha messo in ginocchio le grandi e piccole aziende del Vastese. È il comparto produttivo che insieme al tessile più preoccupa il governo e il ministero del Lavoro è in prima linea. A sostenerlo ieri mattina in Comune è stato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, arrivato a Vasto per sostenere la candidatura del sindaco uscente, Francesco Menna. «Le persone hanno bisogno di parlare», ha detto Orlando, «chiedono di ricevere risposte su occupazione, salari, stato sociale. Per troppo tempo l’attenzione è stata rivolta ad altro. Per le vertenze di questo territorio ci stiamo muovendo. In questo mese sarà convocato il tavolo dell’automotive», ha annunciato Orlando.
Presenti i sindacati di Pilkington, Denso e dell’indotto ma anche quelli della Sevel una delegazione della Brioni di Penne e della Riello di Cepagatti. Il ministro ha parlato anche con una delegazione della rsa Padre Alberto Mileno. «Sul tessile e l’abbigliamento», ha rimarcato Orlando, «la crisi è importante e su questo ci sarà un incontro con il ministro Giancarlo Giorgetti». I sindacati hanno chiesto la collaborazione e un piano di rilancio dell’industria. Il ministro ha ribadito l’importanza di evitare le delocalizzazioni aiutando settori come l’automotive che rappresenta il perno dell’apparato produttivo nazionale. «Alle aziende private non si può imporre nulla», ha ricordato, «ma il governo cercherà in tutti i modi di evitare delocalizzazioni. Il lavoro e il futuro dei lavoratori è all’attenzione delle massime cariche dello Stato».
L’accelerazione che l’Europa intende imprimere alla transizione verso i motori elettrici – la Commissione ha proposto di bloccare la produzione dei motori tradizionali dal 2035 – è in grado di cambiare in tempi brevi lo scenario. Orlando ha assicurato che il governo intende contrastare le delocalizzazioni su più fronti partendo da regole fiscali più favorevoli e riduzione dei costi. Previsti vincoli alle dismissioni.
Le parole del ministro hanno rincuorato sindacati e maestranze: «È sicuramente positivo», ha commentato Emilio Di Cola, segretario provinciale Cgil che segue la vertenza Pilkington, «che un ministro abbia ascoltato i sindacati che hanno illustrato i problemi di questo territorio. Controlleremo per verificare se dai buoni propositi si passerà ai fatti». Dello stesso parere Primiano Biscotti, segretario provinciale Cisl impegnato nella vertenza Denso. «Quello che ha detto il ministro fa sicuramente piacere», ha detto Biscotti, «l’importante è che si passi ai fatti». Ad auspicarlo anche Nicola Manzi, segretario Uilm che più volte ha sollecitato interventi per la Denso e la Sevel. L'imperativo per la Uilm è investire: «I propositi del ministro sono buoni. Aspettiamo che si traducano in azioni».
Soddisfatti dell’attenzione mostrata dal ministro alle vertenze abruzzesi, il segretario regionale del Pd Michele Fina e il capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, presenti all’incontro: «I posti di lavoro a rischio sono migliaia», hanno ricordato i due politici, «e purtroppo c’è assoluta mancanza di azione da parte della Regione. Il ministro Orlando è stato chiaro: solo attraverso una strategia sarà possibile affrontare le situazioni e la diversa natura delle difficoltà. Il dicastero del Lavoro è disponibile. La Regione deve chiedere un tavolo per affrontare le politiche attive e passive e quelle industriali. Va fatto prima che le delocalizzazioni prendano corpo».