Caporrella: non c’è una spiegazione scientifica precisa

LANCIANO. Si chiama Sids e sta per “Sudden Infant Death Syndrome”, ovvero “Sindrome della morte improvvisa del bambino” ed è quella che dovrebbe aver colpito il neonato di un mese, morto domenica a...
LANCIANO. Si chiama Sids e sta per “Sudden Infant Death Syndrome”, ovvero “Sindrome della morte improvvisa del bambino” ed è quella che dovrebbe aver colpito il neonato di un mese, morto domenica a Lanciano. «La morte in culla non ha ancora spiegazioni scientifiche precise», dice Antonio Caporrella (nella foto), direttore del Dipartimento emergenza urgenza della Asl e dell’ospedale Renzetti, che ha soccorso il neonato, «colpisce i bambini entro il primo anno di vita e i neonati apparentemente sani. È oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani». Se cause univoche non ci sono per la Sids, sono stati individuati i possibili fattori di rischio per la morte in culla. «Il fumo», aggiunge Caporrella, «della madre o in casa è un fattore di rischio, il far dormire il neonato a pancia in giù, con oggetti nella culla, con una temperatura ambientale inadeguata. Negli ultimi 40 anni in città abbiamo avuto alcune morti improvvise di neonati per arresto cardiaco ma è ora che si parli apertamente di Sids». (t.d.r.)

