Casa anziani, indagini chiuse C’è l’accusa di concussione

1 Novembre 2018

Pizzoferrato. Indagati sindaco e vice, direttore delle opere e tecnico del procedimento Il pm: i due amministratori cercarono di imporre assunzioni al gestore di Villa Arzilla

PIZZOFERRATO. Casa anziani: chiuse le indagini. Concussione, tentata e consumata e, solo per il sindaco, anche disturbo delle persone. Sono le accuse formulate dal procuratore capo Mirvana Di Serio nei confronti del sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, del vicesindaco Adolfo Di Sciullo, del progettista e direttore dei lavori della casa anziani, l’architetto Vincenzo Bucci, e del geometra comunale responsabile del procedimento Domenico Calabrese sul caso di Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari realizzata in un edificio comunale dismesso, al centro del paese, e i cui lavori di riqualificazione sono costati 560.000 euro: 300.000 di un mutuo del Comune e 260.000 messi dalla ditta Cosel srl di Castel di Sangro che ne otteneva la gestione per 29 anni. I lavori, consegnati l’8 settembre 2016, dovevano chiudersi entro 90 giorni. Ma così non è stato. La residenza è ancora chiusa e si va avanti da mesi con ricorsi, esposti e carte bollate.
Con il sindaco che parla di «gravissimi inadempimenti da parte della ditta Cosel che ha portato l’ente a voler rescindere il contratto» e la Cosel che, tramite i legali Aldo e Gaetana Di Ianni, rimpalla le accuse all’amministrazione colpevole di non aprire la struttura. Esposti arrivati anche in Procura che ora ha chiuso l’indagine nei confronti di sindaco, vicesindaco, geometra e direttore dei lavori accusati tutti di concussione. Per la Procura, abusando dei poteri e dei ruoli che avevano, i quattro avrebbero costretto il legale rappresentante della Cosel a promettere indebitamente l’assunzione di una parente del sindaco nella struttura. «In particolare», riporta la Procura, «sindaco e vice l’avrebbero minacciato di non archiviare la risoluzione del contratto avviato dal Rup Calabrese a settembre 2017 se non avesse fatto l’assunzione». Questa sarebbe avvenuta ai primi di ottobre tanto che la risoluzione del contratto veniva archiviata dal Rup Calabrese il 31 ottobre 2017. Dopo che il direttore dei lavori Bucci aveva certificato la fine dei lavori l’11 ottobre 2017, anche se «quanto asserito nel certificato era incongruente con lo stato di fatto dell’edificio».
C’è anche la tentata concussione contestata al sindaco Fagnilli e al vice Di Sciullo perché «avrebbero cercato di imporre alla Cosel la nomina del vicesindaco come direttore della struttura e l’assunzione di 6 persone da loro indicate. Fatto non riuscito perché il legale rappresentante rifiutava più volte l’assunzione di una persona, non ritenuta idonea, e perché non inseriva il vicesindaco come direttore, nella richiesta di autorizzazione al funzionamento socio assistenziale della struttura presentata il 19 dicembre 2017». Infine a Fagnilli si contesta anche di aver recato disturbo e molestie tra febbraio e maggio 2018 a E.I.B., che era nel cantiere. Tutte accuse che gli indagati punteranno a far crollare.
Nel frattempo Villa Arzilla è ancora chiusa pur essendo una struttura vitale per l’entroterra, visto che non è il semplice ospizio poiché prevede anche molte attività, la possibilità di un’accoglienza giornaliera per attività sociali e di avere servizi di appoggio temporaneo, consentendo ricoveri di breve tempo. (t.d.r.)
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