Casa di Riposo, Tilli ribatte alle accuse dei sindacati

10 Febbraio 2015

CHIETI. La frase delle organizzazioni sindacali sulle passate gestioni che avrebbero provocato molti problemi alla casa di riposo chiama in ballo anche l’ex amministratore, Concezio Tilli, che non ci...

CHIETI. La frase delle organizzazioni sindacali sulle passate gestioni che avrebbero provocato molti problemi alla casa di riposo chiama in ballo anche l’ex amministratore, Concezio Tilli, che non ci sta e replica su sui risultati della propria gestione che, a suo dire, sono più che positivi. Tilli, dal cui esposto parte l’inchiesta sui libretti postali delle pazienti, è stato presidente delle ex case di riposo, ora istituti di assistenza riuniti “S. Giovanni Battista”, dal dicembre 2012 all’ottobre 2014, quando la struttura da ex Ipab (istituto pubblico di assistenza e beneficenza) è entrata a far parte della nuova Asp (azienda di servizi alla persona). Dall’agosto 2011, infatti, le ex case di riposo sono state amministrate da un organismo straordinario a capo del quale la giunta Chiodi aveva insediato l’avvocato teatino, Federico Gallucci. Tilli è subentrato a Gallucci nel momento in cui questi si è dimesso. Il bilancio dell’ex presidente parte dai 2 milioni di debiti trovati nel 2011 e ridotti a 535 mila euro nell’ottobre 2014. Passa, inoltre, per la segnalazione del fatto che alcuni servizi sanitari erano fatti da personale con qualifica non adeguata, situazione completamente sanata con la sua gestione. Tilli ripercorre anche la contestata vicenda che portò alla chiusura di Villa degli Ulivi: «Sospesa temporaneamente l’attività di servizio», dice, «si è provveduto a fare ricorso al Tar per il riconoscimento definitivo dei numeri accreditati e dei locali utilizzati». Altra nota positiva è l’aver in parte sanato lo storico contenzioso con la Asl (a marzo ci sarà l’ultima udienza in tribunale). Infine, conclude Tilli, «il disavanzo mensile di gestione nel 2011 superava di molto i 50 mila euro, alla data del passaggio di consegne era di poco più di 10 mila euro». Solo questi dati, dunque, sono sufficienti a smentire, sottolinea l’ex presidente, quanto affermato genericamente dai sindacati sulla sua gestione.