Casalbordino strage infinita, morto un operaio. Terza esplosione in sei anni

10 Luglio 2026

L’incidente nella fabbrica a contrada Termini: 59 trafitto da una scheggia, ferito un collega

CASALBORDINO

Una strage infinita. Una violenta deflagrazione ha scosso ieri mattina contrada Termini, a Casalbordino. Un’esplosione alla ex Esplodenti Sabino, la terza in sei anni, è costata la vita a Carlo Piscopo, 59 anni, capo reparto della fabbrica da qualche mese passata sotto il controllo della Arca Defence, impresa turca che ha rilevato la polveriera. Nell’incidente è rimasto ferito anche C.B., un collega di Montefalcone del Sannio: le condizioni di C.B. non sono gravi. L’esplosione è arrivata ad appena 24 ore di distanza dalla tragedia avvenuta a Torano di Borgorose, all’interno della Pirotecnica Mattei che ha provocato la morte di Simone Colle, 30 anni, e di sua madre Teresa Tozzi, 60 anni. Unanime l’indignazione del mondo sindacale e politico: basta morti sul lavoro e stop alle lavorazioni pericolose, a chiederlo sono sindacati e politici. A Casalbordino la lunga scia di sangue è iniziata nel 1992 con la morte di un lavoratore della Esplodenti Sabino: le vittime della polveriera, da ieri, sono salite a 8. Negli ultimi 6 anni, a Casalbordino, sono morti 7 operai.

UN ALTRO INCIDENTE MORTALE

E ieri il bilancio poteva essere ancora più tragico: un malore provvidenziale dovuto al caldo ha evitato che nell’esplosione venisse coinvolto anche Angelo Piscopo, figlio di Carlo che stava lavorando accanto al padre. La famiglia Piscopo chiede ora giustizia: a rappresentarla è l’avvocato Pompeo Del Re. Quella di ieri era cominciata come una giornata simile a tante altre: in programma lavori di bonifica all’interno di un capannone da riconvertire in funzione delle nuove produzioni della Arca Defence. Carlo Piscopo, 59 anni, originario di Casoria ma da decenni a Casalbordino, stava spostando un vascone che conteneva presumibilmente residui delle vecchie lavorazioni. In fabbrica al momento c’erano una decina di operai. Gli altri sono in cassa integrazione. Il vascone da spostare purtroppo conteneva un innesco. Pare che la vittima si sia accorta dell’esca ed abbia cercato di allontanarsi. Purtroppo, dopo pochi secondi lo scoppio ha provocato una pioggia di schegge. E una ha colpito Piscopo al cuore: l’operaio è caduto a terra senza vita, la morte è stata istantanea. Inutili i soccorsi. Il collega che era vicino a lui, C.B., è stato colpito da altre schegge al braccio e al torace ma le lesioni non sono gravi.

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I SOCCORSI

Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi. I lavoratori presenti sono stati trasferiti in un’area protetta. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, la protezione civile, i carabinieri e il 118. Da Pescara si è alzato in volo un elisoccorso. Al loro arrivo i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Carlo Piscopo. I carabinieri hanno avvisato la Procura della Repubblica di Vasto: il sostituto procuratore Silvia Di Nunzio ha disposto l’arrivo sul posto degli artificieri e di un medico legale. Gli artificieri hanno lavorato a lungo per prevenire altri incidenti e mettere l’area in sicurezza. La salma di Piscopo, dopo una prima ispezione cadaverica esterna, è stata trasferita poco dopo le 13 all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Il magistrato ha disposto l’esame autoptico sul corpo della vittima affidando l’incarico al medico legale Pietro Falco. Mercoledì prossimo è in programma l’affidamento dell’incarico e a seguire la perizia.

Informato dell’accaduto, il sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci, dal suo letto d’ospedale (ha subito un delicato intervento al cuore a Chieti) ha chiesto di essere aggiornato. Anche il vice sindaco Carla Zinni ha seguito le operazioni da vicino. La terza tragedia in poco tempo lascia sgomenti i residenti: « Siamo davvero addolorati, stanchi e abbiamo sempre più paura», ha detto un’anziana residente interpretando quello che, ormai, è il sentimento comune dei cittadini.

LE PRIME DUE ESPLOSIONI

Quella di ieri è stata la terza esplosione in sei anni: il 21 dicembre 2020, un incidente provocò la morte di tre operai, Carlo Spinelli, 54 annidi Casalbordino, Paolo Pepe, 45 anni di Pollutri, e Nicola Colameo, 45 anni di Guilmi. Dieci gli imputati per quella tragedia. E tra di la loro c’era anche Carlo Piscopo, accusato di cooperazione colposa. Lui e gli altri accusati erano stati tutti assolti. Il 13 settembre 2023, durante la prima udienza per l’incidente del 2020, da Casalbordino arrivò la notizia di una seconda esplosione costata la vita a Fernando Di Nella, 62 anni di Lanciano, Giulio Romano, 56enne di Casalbordino, e Gianluca De Santis, 44 anni di Pescara: il 18 giugno si è tenuta la prima udienza, poi rinviata a novembre. Le famiglie delle vittime sono state risarcite e non si costituiranno parte civile.

GLI INCIDENTI PRECEDENTI

L’incidente di ieri ha riportato alla memoria anche i problemi del passato: nel 1992 un lavoratore morì in un’esplosione. Diciassette anni dopo, nel 2009 un’altra esplosione ferì gravemente tre dipendenti. Nel 2020, le vittime furono tre, esattamente come nel 2023. Ieri è morto l’ottavo dipendente. La Procura di Vasto è decisa a fare chiarezza sulla dinamica. Appena le sue condizioni lo permetteranno, sarà ascoltato l’operaio rimasto ferito ieri mattina. Nel frattempo, grazie a un accurato sopralluogo, i carabinieri stanno cercando di ricostruire i fatti.