Cattivi odori e irregolarità, sansificio chiuso

L’ordinanza del sindaco dà lo stop all’impianto Sirolli: «Ha provocato episodi di nausea e faringite»
POGGIOFIORITO . Scatta l’ordinanza per lo stop dell’attività del sansificio Sirolli. Il provvedimento è stato sottoscritto dal sindaco di Poggiofiorito, Remo D’Alessandro, a causa dei cattivi odori, «diventati oramai incontrollabili, che hanno avuto ripercussioni negative sulla salute di alcuni cittadini, colpiti da episodi di vomito, faringite, nausea e da problemi respiratori a causa delle inalazioni di fumo proveniente dallo stabilimento».
Le segnalazioni non solo sono arrivate dal paese, ma anche dai piccoli Comuni vicini come ad esempio Arielli e Canosa Sannita. L’ordinanza avrà efficacia fino a quando gli enti ed organi pubblici competenti non attestino l’eliminazione da parte dell’impresa delle cause degli odori «molesti ed intollerabili», dice il sindaco. Negli ultimi giorni sono state numerosi le segnalazioni di emissioni olfattive moleste, di fumo nero, maleodorante e nauseabondo provenienti dallo stabilimento. In particolare 23 ne sono state ricevute nei giorni 5, 6 e 7 maggio.
Ma non è questo l’unico problema: «Lo stabilimento e l’impianto erano inoltre privi dei certificati di collaudo e di agibilità», commenta il sindaco. «Devo purtroppo stigmatizzare l’inerzia della Regione, preposta alla tutela del bene ambiente, che ha lasciato solo un piccolo Comune in questa fondamentale battaglia a tutela della salute della collettività. Pur essendo a conoscenza della situazione in cui opera il sansificio, nulla ha fatto per sospenderne l’attività e procedere ad revisione dell’autorizzazione ambientale risalente al 2015, non più quindi conforme alle normative sopravvenute a tutela dell’ambiente e allo stato dello stabilimento, nonostante le diverse diffide di questa amministrazione. Spero», conclude D’Alessandro, «che da oggi si possa realmente collaborare a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente».
Nelle quattro pagine di ordinanza con il primo cittadino dà lo stop alle attività, si parla esplicitamente di «segnalazioni di privati cittadini di emissioni olfattive moleste provenienti dallo stabilimento» e di «due illegittimità riconosciute dalla stessa impresa». (a.s.)
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