Celenza commissariata? Si sa oggi

Attesa per oggi la decisione del prefetto dopo le dimissioni di quattro consiglieri
CELENZA SUL TRIGNO. È attesa per oggi la decisione del prefetto Antonio Corona sul futuro del Comune di Celenza sul Trigno dopo le dimissioni, venerdì scorso, di quattro consiglieri di maggioranza. Ieri negli uffici della prefettura è stata verificata la correttezza della procedura con cui i consiglieri di maggioranza hanno rassegnato le dimissioni, di fatto lasciando il sindaco Andrea Venosini, eletto nel 2012.
Quest’ultimo, in attesa di conoscere la decisione della prefettura, continua a lavorare. Ieri ha partecipato ad una importante riunione sul polo scolastico. Sono in molti a ritenere che il commissariamento sia inevitabile. Se così fosse il paese andrebbe al voto anticipato, un anno e quattro mesi prima del previsto. Tutto è cominciato venerdì quando si sono dimessi quattro dei più stretti collaboratori del sindaco Venosini: Alessandra Di Iorio, ex vicesindaco; Antonio Antenucci, ex assessore; Luigi Valentini, attuale vicesindaco, e Aurora Felice, che ricopriva l’incarico da assessore.
Nella lettera di dimissioni, inviata anche al prefetto di Chieti, si parla di «assoluta mancanza di democrazia» e, quindi, della impossibilità a continuare ad amministrare la cosa pubblica. Venosini non ha quindi più la maggioranza. Le elezioni amministrative anticipate potrebbero svolgersi già nel prossimo mese di giugno. Oppure la prefettura potrebbe dichiarare non conformi le dimissioni dei quattro esponenti la maggioranza. Ancora qualche ora e arriverà la decisione.
Il paese al momento è spaccato in due. Da un lato c’è il movimento civico “Insieme per Celenza” che appoggia Venosni, dall’altro chi ritiene che i dimissionari abbiano ragione e rimpiangono l’ex sindaco del paese, Antonio Cieri. Andrea Venosini ha preferito per il momento non rilasciare dichiarazioni. Lo farà probabilmente oggi dopo la comunicazione del prefetto. In ballo ci sono diversi progetti a cui Venosini tiene. Fra i motivi delle dimissioni c’è però l’impossibilità di discutere di molte iniziative con il primo cittadino. Un atteggiamento che avrebbe creato profonde lacerazioni. (p.c.)
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