Cento espropri mai finiti Stop ai riscatti degli alloggi

27 Luglio 2018

Case popolari di Ortona, odissea delle famiglie per acquistare gli appartamenti Intoppo burocratico blocca le operazioni. Il sindaco: risolveremo entro fine anno

ORTONA. Vorrebbero riscattare un appartamento della palazzina Ater di piazza XXVIII dicembre, a Fontegrande, ma ogni intenzione si infrange sulla burocrazia che da anni blocca la volontà di una famiglia ortonese. Così, esasperata dall’attesa, la famiglia si rivolge al Centro per denunciare il problema ed è a questo punto che il quadro della situazione si completa con un dato che emerge da Palazzo di città: circa cento particelle devono essere sistemate prima che il Comune le possa accatastare per la regolarizzazione. Ma serviranno ancora mesi.
«Abbiamo difficoltà a riscattare una casa popolare dove vive mia nonna», dice un cittadino ortonese che vuole rimanere anonimo, «il Comune deve registrare al catasto un terreno prima che il riscatto dell’abitazione possa essere compiuto, ma questo non è possibile farlo in tempi brevi». Il residente dice che la vicenda si trascina da due anni e mezzo, tuttavia, garantisce che situazioni simili si ritrovano anche per tante altre famiglie che attendono addirittura da più tempo. «L’Ater senza l’intervento del Comune non può fare nulla e il Comune non ha ancora concluso la procedura», continua, «abbiamo parlato più volte con il sindaco che ha rassicurato me e la mia famiglia, ma nonostante tutto il disagio rimane». Nell’appartamento in questione vive la nonna dell’uomo: una volta riscattata la casa, avrebbe voluto sistemarla e riammodernarla, ma non avrebbe mai pensato che servisse tutto questo tempo. «Inizialmente ci dissero che sarebbero stati sufficienti pochi mesi, tant’è che abbiamo iniziato a togliere tutto per poi procedere con i lavori che avevamo programmato». La nonna si era quindi trasferita momentaneamente a casa del figlio, in attesa del riscatto della casa popolare e dei successivi lavori che avrebbe voluto fare. Sono trascorsi però più di due anni e la signora non è ancora riuscita nel suo intento.
La conferma che si tratta di un problema che riguarda più ortonesi arriva anche dal sindaco Leo Castiglione: «La vicenda nasce negli anni Ottanta, più di trent’anni fa ed ora noi ci stiamo adoperando per risolverla», commenta. «Abbiamo a che fare con circa cento particelle frutto di espropri non perfezionati. Da lì si è susseguita una serie di non perfezionamenti e quindi non è stato possibile accatastare i terreni», spiega il primo cittadino. «Noi stiamo provando a risolvere il problema, partendo dalla ricognizione delle particelle per arrivare alla registrazione al catasto. È una mole di lavoro importante», conclude Castiglione, «e speriamo di chiudere il tutto entro la fine dell’anno».