Centrodestra, nuova fumata nera Adesso si punta a un terzo nome

Ieri l’ennesimo pomeriggio di frenetiche consultazioni prima della pausa estiva per il Ferragosto Ma dopo l’uscita di Bomba e di Fratelli d’Italia dalla coalizione, gli altri partiti sono nel caos totale
LANCIANO. Si va verso il terzo nome per la coalizione del centrodestra che raggruppa Lega, Forza Italia, Udc e Cambiamo. Ieri, per tutto il pomeriggio si sono intervallate riunioni al vertice nelle ultime, frenetiche ore utili prima che la pausa ferragostana faccia dimenticare, almeno per un po’, le elezioni amministrative e le guerre intestine tra i partiti per arrivarci. Dopo la fuoriuscita di Fratelli d'Italia dal gruppo dei partiti di centrodestra, con annesso il suo candidato a sindaco Paolo Bomba, per andare a ingrossare la squadra civica dell'ex sindaco Filippo Paolini, i partiti della coalizione sono nel caos più completo, divisi e l'uno contro l'altro armati. Da un lato quindi ci sarebbe Paolini, che tuttavia non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, con i suoi gruppi civici e il nuovo innesto di Fratelli d'Italia, dall'altro la Lega cui spetta l'investitura di un candidato a sindaco. Ma la scelta è più che mai ardua.
L'avvocato lancianese Danilo Ranieri, 49 anni, iscritto al foro di Lanciano e da sempre in politica, prima attivamente come dirigente del Partito Popolare nel 1992 e poi dietro le quinte a lavorare sui servizi pubblici regionali e alle campagne elettorali del centrodestra, è il nome da sempre sostenuto dai dirigenti locali del Carroccio. Ma nelle ultime settimane si era fatto strada anche il nome dell'imprenditore Donato Di Campli, gradito ai vertici nazionali che mal avrebbero digerito la scelta di Fratelli d'Italia di confluire alla corte di Paolini e che preferirebbero una personalità conosciuta anche al pubblico non direttamente legato alla politica, come appunto sarebbe Di Campli. Sembra quindi definitivamente esclusa la possibilità da parte del partito di Salvini di aderire al progetto di Paolini, nonostante i recenti appelli di Fratelli d'Italia di unirsi sotto il nome di una personalità considerata di spicco, moderata, di larga esperienza amministrativa, dati i dieci anni di amministrazione, e collettore trasversale di voti.
Ecco che quindi si fa concreta l'ipotesi di un terzo nome per mettere d'accordo la coalizione di centrodestra. Ma i tempi sono ridottissimi. Il 3 ottobre è dietro l'angolo e la pazienza di tesserati ed elettori del centrodestra si sta sfilacciando. Ed è in impasse anche la squadra di Paolini. L'ingresso di un partito, in un gruppo che doveva nascere come civico, non sarebbe stata vista di buon grado da uno degli alleati più forti, il movimento civico di Tonia Paolucci, Libertà in Azione. Conti alla mano il voto del centrodestra si disperderebbe quindi tra i rivoli di Lega e Fratelli d'Italia, ormai in guerra, i vari gruppi civici e Libertà in azione. Con questi presupposti e il conclamato ritardo nelle decisioni, potrebbero prospettarsi anche clamorose uscite di scena. Nelle prossime ore tuttavia il nodo del toto-candidato dovrà necessariamente sciogliersi.
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