Cgil: problemi denunciati da 5 anni

Il sindacato va all’attacco della direzione Asl: «Non ha preso provvedimenti»
CHIETI . Interviene la Cgil Fp sulla Cardiochirurgia di Chieti rivendicando di aver segnalato da cinque anni il «malessere che si respirava all’interno del reparto e della sala operatoria, sia da parte degli infermieri strumentisti che dei cardiochirurghi. Ma il nostro appello rimase inascoltato». Il segretario generale, Sergio Zinni, commenta sostenendo che «quando interviene la magistratura si registra sempre il fallimento di chi poteva e doveva controllare, in questo caso la direzione generale».
Zinni quindi attacca il manager Thomas Schael: «L’attuale direttore generale ha le stesse colpe dei suoi predecessori, infatti, era il 16 ottobre dello scorso anno quando in visita al reparto di Cardiochirurgia insieme all’assessore Nicoletta Verì, fu messo al corrente della situazione e gli venne chiaramente detto del malessere dei cardiochirurghi e della loro frustrazione perché non erano messi in condizione di poter svolgere al meglio la loro professione. Cosa ha fatto? Nulla oltre che, così pare, nominare una costosa Audit di cui non si sa l’esito».
Ma per il sindacato anche dopo la sospensione del professor Gabriele Di Giammarco «si riscontra l’inerzia di questa direzione generale. Infatti si è lasciato tutto com’era. Nessun provvedimento di discontinuità è stato preso per dare una guida sicura alla Cardiochirurgia. E sono passati più di quattro mesi. Eppure esistono il contratto collettivo nazionale e il regolamento aziendale che indicano il percorso da seguire per nominare un direttore facente funzioni nelle more del concorso per un nuovo primario».
Poi la stoccata finale del segretario generale Zinni: «Cosa possiamo aspettarci da un dg che tanto dice e nulla fa, dopo più di un anno dal suo insediamento non è stato capace di produrre un atto aziendale».

