CHE AMARCORD/1 - I RAGAZZI “DELLE NOLLI” DI CINQUANTANOVE ANNI FA

CHIETI. Classe 1947, cinquantanove anni ... dopo. Io che scrivo sono uno dei protagonisti. Avevo già espresso la voglia e l’augurio di un incontro con i miei vecchi compagni e chiedevo loro in un...
CHIETI. Classe 1947, cinquantanove anni ... dopo. Io che scrivo sono uno dei protagonisti. Avevo già espresso la voglia e l’augurio di un incontro con i miei vecchi compagni e chiedevo loro in un post in rete: «Spero in voi che siete citati, spero anche in quelli di cui ho dimenticato il nome, perché avrei piacere di rivedervi, di ritrovarvi, di riavvicinarmi a voi tutti...»
Anche per me la vita ha cancellato quei momenti. Infatti scrivo che: «La scuola ci ha fatto conoscere, ma la vita ci ha diviso; ognuno per la sua strada, ognuno incontro al suo destino, ma tutti impegnati a vivere una vita migliore di quella d'allora, così spero, perché se sono migliorato io, che non ero poi una cima di intelligenza, sicuramente per voi sarà andata ancora meglio».
Siamo a marzo 2016, non sto a spiegare come si creano le amicizie di rete. Ma un mattino accendo il pc ... e mi appare una richiesta con una simpatica scritta che riporto: «Luigi Zuccarini, ciao. La foto di copertina è molto giovanile, ma dalla fisionomia riconosco un piccolo Palombaro compagno di scuola alle elementari Nolli. Sbaglio?».
No, non sbagliava affatto. Mi incontro con Luigi, poi con Mario e Gino e infine con Mimmo Liberi. E nasce la voglia di incontrarsi di nuovo cinquantanove anni dopo le scuole elementari. Ci siamo ritrovati: Luigi Zuccarini, Mario Serafini, Mimmo Liberi, Gino Miscia, Tonino Palombaro, Renato Polidoro, Franco Minniti, Stefano Menna, Filippo Carusi, Augusto Palombaro, Mario el Conte, Gino Cerritelli, Giampiero Zuccarini, Michele Bucciarelli, Luciano De Liberato, Mario Zappacosta, Marcello del Conte, Vincenzo Giangiulio, Giancarlo Belfatto, Stefano Menna, Roberto Catellani, Filippo Carusi e Silverio Cerritelli.Tutti alunni del grande maestro Nicola Conti.
Tutti allegri, tutti felici, senza differenze sociali che fanno ombra, perché tutti, nei vari momenti della serata, ci siamo scambiati le nostre informazioni di vita trascorsa, e perché ormai siamo persone con l'identità da pensionati.
Le nostre attività hanno spaziato dal cuoco al dentista, dall'operaio di stabilimento al preside di scuola, dal farmacista al contabile, dal falegname al commercialista, dall'informatore scientifico all'esperto informatico, dall'imprenditore all’artista e al negoziante, davvero una ampia rappresentanza di arti e mestieri.
Una serata al pomodoro – il ristorante scelto perché il gestore è uno di noi ragazzi del ’47, ma anche pieno di pomodoro – proprio indimenticabile, ricca e festosa, come meglio non si poteva. Nessuno si è isolato dal suo occasionale vicino, ci siamo scambiati di posto per poter raccontarci un pò con tutti e scoprire anche delle situazioni piacevoli.
Questa serata è stata solo l'inizio di una serie speriamo lunga di futuri appuntamenti. Magari proprio facendo una "vasca" in più, in ore diverse, solo nella speranza di incontrare il vecchio amico di scuola. Ciao, vi saluto tutti».

