Chiesa gremita per il saluto a Canci

2 Giugno 2019

Funerali del docente morto in mare: il ricordo degli ex alunni e dei colleghi

CHIETI. «Grazie per aver fatto la differenza, Professore». Il messaggio, tra i tanti manifesti funebri sui muri della città, arriva dagli alunni della VD del 2006 ed è rivolto al professor Filippo Canci, stroncato mercoledì scorso da un malore che lo ha colpito in mare a Francavilla, i cui funerali si sono svolti ieri nella cattedrale di San Giustino. La differenza citata dagli ex allievi del liceo scientifico Masci è sicuramente quella che, negli anni, porta un insegnante a stimolare nei propri studenti, al di là dell’impegno scolastico, curiosità e amore per il sapere. Professori che non si dimenticano, insomma, e Filippo Canci era sicuramente tra questi. Davvero tante le persone presenti in cattedrale per portare l’ultimo saluto ad un amico e collega stringendosi attorno al dolore dei familiari con l’intera comunità dello storico liceo, nel quale il professor Canci ha insegnato per decenni prima del pensionamento, a ricordarne «l’impegno nel trasmettere la sua eccezionale cultura letteraria e la sua singolare umanità suscitando sentimenti di stima e di affetto resistenti allo scorrere del tempo». Abitualmente riservato ma comunque capace di slanci derivanti da una carica passionale che lo ha portato ad essere tra i protagonisti, nel tempo, anche della vita culturale cittadina. Appena due settimane fa era stato tra i partecipanti della Maratona di Lettura al Teatro Marrucino, importante il suo impegno nell’associazione “Amici del Masci” presieduta da Marta Albanese. Rito funebre officiato da don Nerio Di Sipio, tanta commozione nelle parole di don Luigi Gentile, rettore delle Clarisse nonché vecchio amico del professore, e in quelle del fratello Mario, apprezzato musicista: «Non ho mai pensato a un gesto estremo nelle drammatiche ore successive alla sua scomparsa in mare. È stato accertato che è morto d’infarto. Lo sapevo. Filippo amava la vita». In parecchi non hanno voluto far mancare, dall’altare, un messaggio di saluto. «Resta il ricordo di una persona colta e garbata che usava spesso inviarmi note scritte rigorosamente a mano con una calligrafia bellissima, decisamente di altri tempi», dice Giampiero Perrotti, coordinatore del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti.