«Chiesa pericolante Meglio demolirla»

San Salvo, così don Michele risponde ai fedeli in rivolta
SAN SALVO. Non è sorpreso, don Michele Carlucci. Il parroco non è affatto stupito per il clamore suscitato dal suo annuncio durante la messa della domenica, quando ha comunicato ai fedeli la decisione di demolire la chiesa di San Nicola Vescovo, nel centro storico, per realizzarne una nuova. Apriti cielo. Le sue parole hanno sollevato un vespaio, e ora un’intera comunità è sul piede di guerra, pronta a mobilitarsi per scongiurare l’abbattimento delle sacre mura. Minacciano manifestazioni e iniziative, e auspicano un intervento dell’arcivescovo Bruno Forte. «Un po’ me lo aspettavo, ma penso di essere stato chiaro», spiega il sacerdote alla guida della parrocchia dal 2013, «la chiesa è pericolante, ci sono le perizie che lo attestano. In ogni caso sarà l’arcivescovo a parlare. In questi casi aggiungere altro è inutile». Don Michele, però, ci tiene a chiarire il senso del messaggio lanciato dal pulpito che ha riassunto i un documento firmato di suo pugno. Ecco cosa ha detto il sacerdote ai fedeli durante la messa domenicale. «Questa chiesa ha bisogno di importanti lavori di manutenzione e di ristrutturazione. Tutti avete visto che ho provveduto a far fare dei sondaggi per comprendere con certezza lo stato dei fatti», ha esordito il prete. «I risultati di queste ricerche sono stati depositati nelle mani dell’arcivescovo, al quale ho presentato due diverse soluzioni: ristrutturare la chiesa oppure ricostruirla. Questa settimana l’apposita consulta istituita per discutere situazioni complesse come questa ha deciso di inoltrare alla Cei una richiesta di finanziamento per la ricostruzione della chiesa, ritenendo questa soluzione economicamente e strutturalmente migliore. Per capirci, a parità di costo conviene ricostruire e garantire la massima sicurezza per altri 50 anni. Se la risposta della Cei sarà positiva potremo procedere con la definizione di un progetto che comunque cercherà di garantire la conservazione della storia di questa chiesa, nel rispetto dei tanti che hanno contribuito a costruirla, e anche per mantenere vivo il ricordo della sua costruzione, avvenuta 40 anni fa. Posso già dire con certezza che tutte queste bellissime vetrate saranno sicuramente utilizzate per la facciata della nuova chiesa. Ho voluto dare subito questa notizia alla comunità per evitare che girassero delle informazioni false e tendenziose», ha proseguito il parroco, «sicuramente tutti i passi saranno condivisi con la comunità intera, dalla presentazione del progetto, ai tempi e ai costi dei lavori che dovrebbero essere finanziati dalla Cei. Nessuno vuole distruggere o cancellare la storia di questa parrocchia. Tutti gli atti sono a disposizione di chi vuole vederli». Questo il discorso di don Domenico ai fedeli. Il resto è noto. Contro la demolizione della sacra struttura sono insorti il comitato cittadino e il consiglio parrocchiale. «Abbiamo convocato un incontro per sabato», annuncia Corrado De Leonardis, del sodalizio civico, «so che stanno organizzando anche una iniziativa di protesta davanti alla Chiesa. C’è un avviso su Facebook, ma noi non parteciperemo: siamo per il dialogo e il confronto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

