Chieti: a caccia di rame nel centro storico, furti a raffica di tubi e grondaie

Ladri scatenati sul Colle, ogni notte viene preso di mira un quartiere diverso. L’ex assessore Di Felice: «Civitella battuta a tappeto, gli ultimi colpi nelle case in zona prefettura»
CHIETI. Ladri di rame scatenati in città. Furti a ripetizione, fatti anche in maniera selettiva: è stato notato infatti che vengono presi di mira, uno alla volta, determinati quartieri. E così capita che nel corso di una notte spariscono grondaie e canaline di rame di un intero isolato e nella notte successiva dell'isolato vicino. Così zona per zona, quartiere per quartiere. Per la maggior parte in centro città. «Abbiamo visto che ogni settimana rubano rame in una zona della città», dice l'ex assessore comunale Raffaele Di Felice, residente alla Civitella e vittima dei furti, «la Civitella l'hanno battuta a tappeto, dalla chiesa in poi. Sono arrivati anche a casa mia. Adesso mi dicono che si sono spostati nella zona dietro al palazzo della Prefettura. Da un paio di mesi in tutta la città ci sono furti in maniera continua e insistente».
L'imprenditore edile Mario Gasbarri ha subito un furto di rame nell'abitazione di via dei Crociferi, sempre nel centro storico, ed è pronto a fare la denuncia alle forze dell'ordine. Trattandosi di piccoli furti, non sono molti i residenti che decidono di denunciare. Seppure il numero dei residenti derubati comincia a essere consistente e il fenomeno allarmante. Qualcuno, stanco di essere derubato, decide di rimpiazzare la canalina di rame con una di plastica, in questo modo spera di non attirare più l'attenzione dei ladri, anche se a perderci è anche l'estetica della città, soprattutto nelle zone del centro storico.
Non brillando certamente per senso civico, i ladri di rame non risparmiano neanche gli edifici pubblici. Così qualche a novembre scorso, appena qualche settimana dopo essere stata inaugurata, anche l'ex Pescheria, dopo anni di lavoro, ha visto arrivare ladri a caccia di oro rosso. Canaline e grondaie nuove di zecca sono sparite dagli spazi da poco riaperti al pubblico, con l'amministrazione comunale che è stata costretta a riacquistarne di nuove. La recrudescenza del fenomeno sta insomma mettendo a dura prova sia il pubblico che il privato.
Il valore commerciale del metallo, spesso smerciato rapidamente nel mercato nero, ha reso il rame un obiettivo appetibile per bande organizzate e ladri occasionali. Questi furti non solo generano danni economici, ma compromettono servizi, sicurezza e viabilità: dall’illuminazione pubblica agli impianti ferroviari, molte strutture faticano a restare operative dopo i raid. L’impatto sociale è rilevante: ogni furto comporta costi di riparazione a carico di enti pubblici o privati, con conseguenze sui bilanci e sui cittadini.
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