Chieti, donazioni per il piccolo Samuel bloccate in un conto corrente

9 Ottobre 2017

Il bimbo rimasto orfano dopo la tragedia dell'hotel Rigopiano vittima della burocrazia

CHIETI. La burocrazia non rispetta i tempi del dolore e della speranza. Anche se dall’altra parte c’è un bambino di 7 anni, Samuel, che ha perso il papà e la mamma nella tragedia di Rigopiano. Dino Di Michelangelo di Chieti e la moglie, Marina Serraiocco, di Popoli, sono morti il 18 gennaio, travolti dalla valanga che ha distrutto il resort. Il piccolo Samuel si è salvato. E attorno a lui si è attivata subito un’eccezionale gara collettiva di solidarietà. Che ha spinto la gente di Osimo, la città dove Dino faceva il poliziotto e Marina gestiva un negozio, a versare aiuti concreti in un conto corrente aperto dal Comune. Ma le donazioni, giunte anche da altre parti d’Italia, sono bloccate in quel conto da quattro mesi. Il sindaco di Osimo non ne vuole sapere di spedire la somma a Chieti, trasferendola su un altro conto, quello ufficiale, definito “pupillare”, e aperto dal tutore legale provvisorio del piccolo, lo zio Alessandro, anch’egli poliziotto come il fratello Dino. Le hanno definite lungaggini burocratiche. Ma forse non è così. C’è stato anche chi ha donato 10mila euro, per garantire un futuro a Samuel che, al compimento del 18esimo anno di età, potrà utilizzare i soldi del conto pupillare in cui però dovevano essere già confluiti i 137.500 euro raccolti grazie alla generosità di Osimo. Una consigliera comunale della cittadina marchigiana, Maria Grazia Mariani, rivela in un post, che per conoscere la somma che pubblichiamo è dovuta persino ricorrere ad un formale accesso agli atti. I soldi si trovano in un conto corrente esterno a quello della tesoreria comunale. Lo zio e tutore provvisorio di Samuel, Alessandro di Michelangelo, nominato subito dopo la tragedia, è stato confermato dal tribunale di Ancona. Ed era presente, ad Osimo, in quei giorni di luglio in cui le amiche di Marina riaprirono il suo negozio per la vendita del cuore della merce, sempre a favore di Samuel. Ma già allora il Comune aveva deciso di bloccare la somma perché il bimbo aveva cambiato residenza anagrafica, da Osimo a Chieti, dove vive con i nonni materni. Ad agosto la competenza giurisdizionale su Samuel è passata dal Tribunale di Ancona nelle mani del giudice tutelare di Chieti. E qui si innescano i tempi della burocrazia e della legge. Tempi fisiologici. Spetta al nuovo giudice confermare nella sua funzione il tutore provvisorio lo zio di Samuel. Ma ciò non impedirebbe al sindaco di Osimo di sbloccare i fondi per versarli nel conto corrente pupillare. In un post su Facebook, il sindaco Simone Pugnaloni, scrive però di essersi rivolto al giudice di Chieti «per capire come comportarci e appena arriverà la sua risposta verseremo i soldi nel conto. Tutti possono stare tranquilli che quella cifra non sarà usata per altro (...). In certe situazioni la superficialità può far fare grandi sbagli». Ma intanto quelle donazioni restano in mano al Comune di Osimo. E congelate. (l.c.)

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