Chieti, il museo della Civitella affonda nella sporcizia / Le foto  

Di notte terreno di conquista dei teppisti che hanno danneggiato la struttura, di giorno meta di turisti attratti dal patrimonio archeologico che custodisce

CHIETI. Visto da fuori l'edificio svetta maestoso sul cucuzzolo più alto della città. Un belvedere che si affaccia sulle cime verdeggianti della Maiella . Quando varchi la soglia l'atmosfera cambia e di colpo ci si trova in luogo ostile, assediato dalla sporcizia e oltraggiato dall'incuria. Il museo della Civitella ha conosciuto tempi migliori. Quando a visitare le belleze archeologiche e a frequentare l'attigua discoteca all'aperto, rappresentavano un appuntamento irrinunciabile per turisti,ma anche per migliaia di giovani che, giunti dalla vicina Pescara e dalle regioni limitrofe dell'Abruzzo, si godevano la buon musica e una vista mozzafiato dal mitico Stellario. Il museo resta, ma è tutto ciò che lo circonda che non va. E ad accorgersene per primi sono i turisti che storcono il naso non appena si oltrepassa la soglia della scritta Museo della Civitella. Le due rampe laterali chiuse al pubblico sono invase da erbacce e rifiuti, qualche passo più in là l'entrata al museo che si affaccia su un cortile luccicante al sole. Ma non per la pulizia. La pavimentazione è cosparsa da frammenti di vetro, residui di sbornie notturne concluse con la rottura impietosa di bottiglie . Un pericolo per chi tenta di uscire dalla lingua di asfalto che porta i turisti dritto all'entrata del museo.Del mitico Stellario non resta nulla. Le erbacce nascondono quella che un tempo era la pista da ballo, sparito il palco degli gli artisti e gli angoli attrezzati con i tavolini. Ora del bar, che potrebbe dare ristoro ai turisti, resta solo una melanconica struttura arrugginita. Davanti a tanta desolazione ci si chiede come i vandali abbiano potuto, nel corso degli anni, avere vita così facile . Scorrazzare di notte a piacimento sfidando le videocamere. Nessun rispetto per i solarium presi a pietrate, nessuna pietà civica per l'ascensore le cui ante di vetro sono state sventrate. E ancora bottiglie, intere o frantumate, tappeti di cicche e mucchi di lattine. Ma se sporcizia e degrado di quella portata fanno inorridire turisti e non solo, lascia ancor più interdetti l'immobilismo di chi dovrebbe corciarsi le maniche istituzionalmente e spezzare la catena dell'indifferenza. Cosa pensa di fare la Sovrintendenza che gestisce l'intera area? E la Regione,sempre pronta a sbandierare le potenzialità turistiche e culturali delle sue province.Intanto ai turisti dopo una visita fugace resta l'amaro in bocca e un passa parola che danneggia la città.

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