Chieti, mezzi pubblici in malora nel cimitero degli sprechi

2 Gennaio 2016

Furgoni con gru da 70mila euro, camioncini, Fiat Doblò e Punto sono abbandonati nel piazzale di una carrozzeria

CHIETI. Con una mano taglia le spese e chiede rigore ai cittadini. Con l’altra spreca soldi pubblici. Il Comune double face dimentica nel piazzale di un’autocarrozzeria la bellezza di venti mezzi pubblici. Manda in malora furgoni con gru, autocarri e Fiat Doblò. Mezzi acquistati, usati anche per poco tempo e poi portati a riparare. E abbandonati. Il caso più eclatante è quello di un furgone costato 70mila euro finito lì per un guasto di... 250 euro. L’anno nuovo comincia con una scoperta imbarazzante per il sindaco Umberto Di Primio che, in queste ore, trascorre una meritata settimana bianca sulle Dolomiti. Ma sa il primo cittadino che il suo Comune, dei tagli e dei risparmi, sta mandando in rovina, in una carrozzeria lontano da sguardi curiosi e indiscreti, un capitale in mezzi pubblici?

Il cimitero dello spreco si trova nel territorio di Manoppello. Non è facile individuarlo ma ma dietro alla rete che delimita un ampio parcheggio spiccano subito autocarri e furgoni con la scritta “Comune di Chieti”. Vale la pena, tanto per ricordarlo al settore che cura l’autoparco e il patrimonio comunale, fare l’elenco dei mezzi dimenticati. Il più nuovo è un autocarro Nissan allestito con piattaforma aerea con cestello che arriva ad un altezza di 22 metri, marca Cela tipo Z 220, fermo nel piazzale con l’alloggio strumentazione comandi lasciato aperto. Quindi con il rischio che umidità e pioggia rovinino tutti i comandi. Il valore del mezzo è di 50mila euro più Iva. E’ seminuovo invece l’autocarro Iveco Daily 65 C 18 D, doppia cabina con sette posti, allestito con gru Fassi F 50 più ribaltabile. Pensate un po’ che questo mezzo ha percorso solo 3.500 chilometri, ma è fermo da tre anni. Risulta immatricolato nel 2009 con l’amministrazione dell’ex sindaco, Francesco Ricci. Inizialmente era stato preso per il servizio acquedotto. Il suo costo iniziale? 70mila euro più Iva. Oggi, per farlo tornare a camminare, c’è bisogno della revisione e della batteria nuova. Spesa massima: appena 250 euro. Ma da mesi, in quel piazzale e in riparazione, ci sono anche tre camioncini Piaggio con cassone ribaltabile, due Fiat Doblò finestrati per il trasporto di persone e cose e che, quando è tempo di farlo, servono per spostamenti di documenti, come le schede elettorali.

L’elenco della vergogna continua con quattro Fiat Punto adibite al sevizio di polizia municipale ferme, così pare, per piccoli problemi tecnici. Ma si contano molti altri mezzi comunali sparsi nel piazzale che dal recinto non sono visibili. Anche se in lontananza si intravede una “mini terna”, una piccola ruspa che probabilmente era del servizio acquedotto, ma che oggi, smontata nella parte anteriore della trazione, riposa in pace nel cimitero degli sprechi. Amen.