Chieti presenta il maxi conto di 60 frane

13 Aprile 2015

L’elenco completo di costi e interventi: se il governo non riconosce l’emergenza, per le casse dell’ente sarà un mazzata

CHIETI. Zero euro per la nevicata del 2012. Zero euro anche per l’alluvione del 2013. Che cosa accadrà per le frane del 2015? Il Comune ha presentato il suo conto alla Regione, un maxi conto, che supera i quattro milioni di euro, per lavori già fatti, oppure in corso o ancora da fare. Alcuni di questi interventi andavano eseguiti e basta, senza attendere via libera del Governo e quindi i finanziamenti, perché rientravano in una lista prioritaria per tutelare la pubblica incolumità. Vedi, in questo caso, strada Belvedere (130mila euro), Santa Maria Calvona (70mila) e strada Marcantonio (60mila).

Altri lavori, e la lista è davvero lunga, sono necessari per ridurre il fattore di rischio che è altissimo sulla Colonnetta, trascinata a valle da fosso Santa Chiara (costo del primo intervento: 500 mila euro), e poi per i fossi Lupo, Lepri e Schiavolino (200mila euro), le case popolari del Comune, già sgarrupate! (170mila euro) e ancora, in questa lista nera dei luoghi franati a Chieti, per strada dei Vigneti, strada Brecciata e cimitero di Sant’Anna, dove sono crollati molti cipressi (90mila euro per ciascuno dei tre interventi). E per finire: strada Costa della Vecchia (80mila), strada Spelorzi (61mila) e via Montello, quella del “muro di Berlino” venuto giù (60mila). Molti di questi cantiere sono già stati aperti da tempo. L’elenco completo, che pubblichiamo qui a destra, è stato inviato dal settore lavori pubblici del Comune alla Protezione civile entro la scadenza del 23 marzo scorso. Due giorni fa, la Regione ha annunciato l’arrivo di 30 milioni di euro per l’Abruzzo. Ci sarà spazio anche per Chieti? La certezza dei finanziamenti, che devono passare attraverso il riconoscimento dello stato di calamità naturale, è fondamentale per la città perché i lavori in corso sono senza un solo euro di copertura economica. E se dovesse finire come nel 2013 quando, per un errore meramente formale nella domanda, la nostra città venne incredibilmente depennata? E se Comune e cittadini rimanessero ancora una volta a bocca asciutta e con le tasche vuote? Un epilogo di questo tipo sarebbe una mazzata per le casse comunali e l’economia dei teatini.