Rogo al Santissima Annunziata, ipotesi sigaretta. La Asl: «Puniremo chi ha sbagliato»

20 Luglio 2026

L’azienda sanitaria annuncia che saranno rafforzati i controlli per fare rispettare il divieto di fumo. Tra le possibili cause anche un condizionatore surriscaldato. Indagano carabinieri e vigili del fuoco

CHIETI. Un mozzicone di sigaretta non completamente spento potrebbe essere all’origine dell’incendio divampato ieri mattina all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. È una delle ipotesi sulle quali sono in corso gli accertamenti dopo il rogo che, poco prima delle 11.30, ha interessato un locale di servizio del corpo F, al nono livello del policlinico. La Asl Lanciano Vasto Chieti non esclude che qualcuno possa aver violato il divieto di fumo all’interno della struttura e ha già annunciato «severi provvedimenti disciplinari» qualora venissero individuati eventuali responsabili. L’incendio si è sviluppato in un corridoio di servizio a supporto di alcuni ambulatori, in una zona che nella giornata festiva non era operativa. L’ambulatorio adiacente era infatti chiuso.

A notare le fiamme è stato un addetto antincendio, che ha immediatamente dato l’allarme facendo scattare il piano di emergenza interno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti con una squadra e l’autoscala. Il focolaio è stato rapidamente estinto prima che potesse propagarsi ai locali adiacenti. In ospedale è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri, mentre la direzione sanitaria ha seguito tutte le fasi dell’emergenza con la direttrice medica di presidio, Manuela Di Virgilio, il responsabile della Sicurezza, Rocco Mangifesta, e il personale del Servizio di prevenzione e protezione dai rischi della Asl. Il fumo e l’odore di bruciato si sono propagati nelle aree di collegamento raggiungendo anche il livello sottostante, dove si trova l’Obi, l’Osservazione breve intensiva.

Per questo la direzione medica ha disposto, a scopo esclusivamente precauzionale, il trasferimento temporaneo dei pazienti in un’altra ala dell’ospedale, così da garantire la massima sicurezza dei ricoverati. Non si sono registrati feriti né persone intossicate e, come confermato dai vigili del fuoco, non ci sono state conseguenze per degenti e altri occupanti della struttura. Dopo lo spegnimento sono iniziate le operazioni di bonifica, l’aerazione degli ambienti e delle zone di connessione interessate dal fumo, oltre alla pulizia dei filtri e agli interventi necessari per il completo ripristino dell’operatività. Sulle cause del rogo sono in corso le verifiche tecniche. Tra le ipotesi resta anche quella del surriscaldamento di un condizionatore, ma la Asl richiama l’attenzione soprattutto sulla possibile violazione del divieto di fumo.

Non sarebbe la prima volta che il fumo di sigaretta provoca problemi all’interno del policlinico: in passato i sistemi di rilevazione sarebbero entrati in funzione anche per il fumo proveniente dalle scale esterne o da aree poco frequentate, soprattutto quando le porte di collegamento non venivano richiuse correttamente. Una condotta che, pur non provocando sempre un incendio, può comunque determinare l’attivazione degli allarmi e mettere in moto l’intera macchina dell’emergenza. Il fumo che entra da una porta lasciata aperta può infatti raggiungere rapidamente i sensori, diffondersi nelle zone di passaggio e costringere il personale a verifiche immediate, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei reparti. Un tema, quello dei controlli negli spazi meno frequentati dell’ospedale e nelle aree di collegamento tra l’interno e l’esterno, su cui va tenuta alta l’attenzione. Proprio questi punti, più difficili da sorvegliare in modo continuo, possono diventare luoghi nei quali il divieto di fumo viene aggirato. La Asl ha già annunciato che intensificherà la vigilanza per evitare nuove violazioni e ridurre il rischio che episodi simili possano ripetersi.

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