Chiude l’orto di kiwi e getta pali e tubi lungo il fiume Sangro

Paglieta, scatta la denuncia per un imprenditore agricolo Lascia tutto sulle sponde ma i residenti chiamano i carabinieri
PAGLIETA. È stata sequestrata mercoledì scorso dai carabinieri forestali per presenza di rifiuti non pericolosi, un’area nei pressi dell’alveo del fiume Sangro, nella zona immediatamente vicina al ponte di Guastacconcio che collega i territori di Mozzagrogna, Paglieta e Torino di Sangro. I rifiuti ricoprono una porzione di terreno di circa 350 metri cubi e appartengono ad un imprenditore agricolo di Lanciano che è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti e che dovrà farsi carico della bonifica e del ripristino dell’area. L’uomo ha dovuto dismettere nei giorni scorsi la sua coltivazione di kiwi, sradicando numerose piante e liberando il terreno da paline in cemento, tubi per l’irrigazione e altri impianti utilizzati per la coltivazione del frutto. Ma invece di smaltire lecitamente l’importante quantitativo di rifiuti prodotti, ha pensato bene di liberarsene poco più distante e nell’alveo del fiume Sangro. Una situazione che è stata notata da alcune persone del posto che si sono preoccupate di avvisare i carabinieri forestali. I rifiuti infatti, oltre ad essere dannosi per l’ambiente, rappresentano un pericolo proprio per il luogo in cui sono stati depositati. Quando il fiume è in piena il rischio è che trascini con sè ogni cosa, facendo finire in acqua tutto ciò che trova, compresi rami e rifiuti pesanti come le paline in cemento che diventano veri e propri proiettili e un pericoloso ostacolo per il deflusso dell'acqua.
Il fiume Sangro da tempo è sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri forestali e guardie ambientali per la massiccia presenza di ogni genere di rifiuto. Le sponde vengono pulite periodicamente, ma sistematicamente gli incivili gettano altri rifiuti, anche pericolosi. Numerosi sono stati i sequestri di aree con discariche abusive e amianto. (d.d.l.)

