«Ciao Ricky, ci mancherai, eri la quintessenza della vita»

LANCIANO. Stentano tutti a credere che Riccardo, detto “Ricky”, non ci sia più. Fanno fatica a pensare che l’uomo trovato sotto il belvedere mare-monti fosse davvero lui, che amava San Vito. «Amava...
LANCIANO. Stentano tutti a credere che Riccardo, detto “Ricky”, non ci sia più. Fanno fatica a pensare che l’uomo trovato sotto il belvedere mare-monti fosse davvero lui, che amava San Vito. «Amava il mare, la vita all’aria aperta, gli sport», ricorda Angelo, amico fin dall’infanzia di Riccardo con voce affranta e incredula, «era un ragazzo molto sensibile, bravissimo a scuola soprattutto in inglese». E questa passione per le lingue l’ha coltivata negli anni anche del liceo classico, diventando “da grande”, proprio un professore, di spagnolo.
«Era un bravissimo insegnante amato dagli alunni», ricordano alcune colleghe del comprensivo d’Annunzio di San Vito e dell’Umberto I di Lanciano, «era sempre molto disponibile, affabile, educato. Aveva pensieri e problemi come tutti, che a volte lo facevano un po’ adombrare o stare in disparte, ma poi si riprendeva. Mai in classe ha fatto trasparire qualcosa. Aveva molto a cuore i ragazzi». Discreto, Riccardo Iannucci era felice di aver lavorato al liceo artistico a Pescara dopo aver insegnato al De Titta a Lanciano, alle medie come l’Umberto I per alcune ore, al comprensivo d’Annunzio di San Vito e anche fuori regione. «Ci mancherai prof», scrivono alcuni alunni.
Tanti i progetti, i sogni, come quello di insegnare all’estero. «Non è possibile che non ci sei più. Se ne va con te una persona che era la quintessenza della vita. Un abbraccio ai tuoi cari e una preghiera per te», scrive un’amica sul web dove sono tanti i messaggi di cordoglio, i «Ti vogliamo bene», gli interrogativi su quanto accaduto. «Non ci credo», dice un’amica, «fino a qualche tempo fa giocavamo in spiaggia a beach volley. Appena vedeva che prendevamo la palla arrivava col suo splendido sorriso e chiedeva di poter scendere in campo. Amava anche il tennis. Era sempre gentile. Mai lo abbiamo visto sopra le righe o sentito alzare la voce».
Ma ultimamente la voce l’aveva abbassata ancora di più, alcuni dicono che si era un po’ isolato. «Ora starai finalmente in pace», scrivono altri conoscenti sui social, «quella che tanto cercavi». «Non so cosa possa essere accaduto», dice Lucia, «era una grande persona, educata e gentile, disponibile, colta. Salutava mille volte». «Non ho parole», chiude un’amica del liceo, «una vita, ricordi e una morte che lascia senza parole». (t.d.r.)
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