Ciapi, licenziati gli ultimi 10 dipendenti

29 Ottobre 2021

Terminata la cassa integrazione, arrivano le lettere alle famiglie. Pettinari: «Provvedimento preso nel silenzio della Regione»

CHIETI. Sono stati licenziati i dieci dipendenti del Ciapi. Terminata la cassa integrazione a metà ottobre, per gli ultimi dipendenti rimasti al centro di formazione professionale della Regione sono arrivate le lettere di licenziamento. Il commissario liquidatore Gabriele Di Natale ha proceduto al compito per cui è stato chiamato. «Nell’assoluto silenzio del governo regionale», commenta la consigliera comunale Giulia Di Gregorio che ha seguito da vicino la vicenda, «che ha evidentemente dimostrato la totale indifferenza rispetto a un problema che poteva essere risolto in modo diverso». Il sindaco Diego Ferrara si era speso per evitare questo epilogo attraverso confronti con i vertici amministrativi del consiglio regionale, che aveva anche formulato delle ipotesi per riassorbire i dipendenti. «In questo modo si sarebbe scritta una fine diversa da quella del licenziamento», continua la consigliera sottolineando come, per altri enti di formazione, la Regione si sia mossa in maniera risolutiva. «Una situazione di cui i dipendenti non hanno colpa», aggiunge Di Gregorio, «visto che l’ente è finito in liquidazione per debiti che non derivano di certo dal lavoro delle unità in organico e su cui ci forse ci sono responsabilità che dovrebbero essere accertate. Invece né cassa integrazione, come qualcuno aveva ipotizzato, né una possibilità che poteva essere un reinserimento in seno alla Fira, come il direttore dell’Attività amministrativa del consiglio regionale aveva proposto di fare, con la possibilità di una soluzione proveniente da un disegno di legge regionale giacente in consiglio, che avrebbe potuto rendere praticabile la ricollocazione del personale o il riconoscimento di un indennizzo. Una delusione annunciata, l’ennesima relativa al Ciapi, con cui si chiude una pagina fra le più brutte della storia della formazione regionale».
Interviene anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, che pure si è battuto per le sorti dei Ciapi e dei dipendenti rimasti: «Si consuma una grande ingiustizia verso questi dipendenti che da anni hanno dovuto lottare per vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro», dice il consigliere, «sono indignato dal modo in cui sono stati trattati e abbandonati dalle istituzioni. Ho personalmente chiesto in ogni sede possibile di riconvertire e valorizzare l’ente o quanto meno, prima di decretarne la fine, ricollocare i lavoratori. È una pratica effettuata per ogni società partecipata di Regione Abruzzo, non si capisce perché, invece, quelli del Ciapi siano stati trattati come figli di un Dio minore. Li hanno presi in giro, come hanno preso in giro me, tutte le volte che mi hanno dato rassicurazioni che si sono dimostrate parole al vento».