Cinquantenne aggredito a Chieti, scatta la caccia alla gang di “spacca e trincia”

Partita l’indagine sull’aggressione al 55enne preso a pugni: il giovane farebbe parte di una banda ed è sospettato anche di altri episodi choc
CHIETI. Scatta la caccia alla gang «spacca e trincia», così si fa chiamare, che da mesi minaccia quiete e sicurezza. Sull’ultimo episodio, avvenuto quattro giorni fa, l’aggressione di un 55enne da parte di un ragazzo di 20, in pieno centro e alle 18,30, è scattata un’indagine informale della pg dei giudici di pace. Gli atti acquisiti, in attesa della presentazione della querela di parte, saranno girati all’Anticrimine. L’obiettivo è quello di identificare con certezza l’autore dell’aggressione che, a più riprese, ha preso a calci e pugni prima l’auto e poi il tecnico teatino della Telecom reo di avergli ostacolato il passaggio con la macchina per far attraversare dei pedoni. Aggressioni che sono state documentate dalla vittima con la videocamera del cellulare. Immagini che presto saranno al vaglio dell’Anticrimine insieme al referto del pronto soccorso, (già acquisito), che certifica 5 giorni di prognosi per le contusioni riportate: un occhio nero, lividi e graffi su volto e collo. Intanto la querela di parte, preparata dal figlio dell’aggredito, un avvocato-insegnante, è pronta per essere depositata in questura.
Il sospetto degli investigatori è che altri episodi di violenza accaduti in città nei mesi scorsi siano attribuibili alla stessa persona che, in altri casi, avrebbe agito con l’aiuto di un complice. La firma di «spacca e trincia» potrebbe essere attribuita al raid notturno che lo scorso dicembre ha divelto pali, rotto panchine e fioriere ed ha messo fuori uso più di un motociclo in tutta la città. Anche l’aggressione ad un coetaneo perché si sarebbe rifiutato di consegnagli il suo boccale di birra potrebbe essere ricondotta alla stessa mano o i lampioni rotti alla Civitella.
A raccontare al Centro la preoccupante storia di violenza urbana è stato il figlio del 55enne che ha confidato: «Ci sono persone che non frequentano più la città proprio a causa di un gruppo di bulletti». A dicembre un suo amico sarebbe stato malmenato solo per aver negato a «spacca» e «trincia» una sigaretta. Ma le immagini catturate dal telefonino della vittima sono inequivocabili e chiare. E il giovane aggressore potrebbe avere i giorni contati.
I fotogrammi che pubblichiamo lo inchiodano alle sue pericolose intemperanze. «Ho deciso di raccontare questa preoccupante storia di violenza urbana al quotidiano» ha puntualizzato il figlio del 55enne «per renderla pubblica. Le istituzioni devono prendere atto che la sicurezza in città sta subendo attacchi che vanno in qualche modo fermati». Le minacce e l’aggressione del giovane ai danni del 55enne si sono scatenate tra via De Lollis e via Sant’Eligio, in pieno centro, tra gli sguardi increduli di molti passanti.

