Città a rischio frane, stop pavimentazione su parte del Corso

28 Dicembre 2020

LANCIANO. Niente pavimentazione “Presentosa” nella parte finale di corso Trento e Trieste, teatro, nell’agosto 2018, di una drammatica voragine nell’area commerciale conosciuta come ex Modernissimo....

LANCIANO. Niente pavimentazione “Presentosa” nella parte finale di corso Trento e Trieste, teatro, nell’agosto 2018, di una drammatica voragine nell’area commerciale conosciuta come ex Modernissimo. Le mattonelle a tema gioiello abruzzese in gres bianco e nero che impreziosiscono il centro cittadino non arriveranno, per lo meno non nei prossimi anni, a lambire piazza Plebiscito per costituire un unico, prezioso tappeto urbano fino alle porte dell’ex ippodromo comunale. Dopo lo studio particolareggiato del sottosuolo commissionato dall’amministrazione comunale al dipartimento di Ingegneria e geologia dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara e redatto dal professor Nicola Sciarra e ad altri professionisti, la pavimentazione del corso non rappresenta più una priorità. L’urgenza sarà invece quella di stabilire con certezza quali e quanti interventi saranno necessari per mettere in sicurezza l’intera area che poggia, per dirla in soldoni, su sabbia bagnata.
Si tratta, più nel dettaglio, come spiegato dal professor Sciarra, di strati e strati di terreno da riporto che, seppur siano rappresentati da sabbie “ben addensate” che garantiscono una resistenza ottimale, presentano anche differenti addensamenti e una diversa permeabilità a seconda delle zone.
Sotto il centro storico di Lanciano, ha precisato lo studio, passano naturalmente e storicamente dei condotti fluviali (Feltrino e Fosso Santo Spirito) che sono stati ostruiti nel corso dei decenni da una urbanizzazione violenta e indiscriminata. Il pericolo che sacche d’acqua, sia piovana che di acque sotterranee, possano riempirsi ancora e creare dei vuoti dopo il dilavamento del terreno in seguito a fenomeni meteorologici importanti, esiste, ed è concreto. La seconda parte dello studio sarà presentata in primavera.
«Saranno valutate le disomogeneità interne al sottosuolo», ha spiegato il professor Sciarra, «ed evidenziate le cosiddette zone di saturazione per realizzare opportune opere di drenaggio». «Il percorso iniziato dopo anni che a Lanciano si era al corrente del problema, ma che non era mai stato approfondito», avverte il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Giacinto Verna, «non si concluderà a breve. Dovranno essere redatti dei progetti esecutivi per intervenire sul problema in modo definitivo e dovranno essere reperiti finanziamenti ad hoc (saranno necessari milioni di euro, ndc), sia in Regione che a livello nazionale. Questo studio è una sorta di eredità che lasciamo alle amministrazioni che verranno che non potranno esimersi dal confrontarsi con il problema idrogelogico del centro storico e di altre zone della città. Io stesso continuerò a tenere presente questo tema nella mia agenda politica e nel mio eventuale programma di governo. Ecco perché la pavimentazione del Corso deve aspettare».
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