Clonato il numero di un amministratore di condominio, scatta la truffa: «Mi presti 450 euro?»

Messaggi partiti dal contatto WhatsApp di Lorenzo Petrocco: è stata fatta subito denuncia ai carabinieri
CHIETI. «Ciao. Mi presteresti 450 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e la carta è vuota. Ti restituirò tutto stasera». Il messaggio WhatsApp è arrivato a quasi tutti i 1.900 contati telefonici dell'amministratore di condominio Lorenzo Petrocco. Ma non è lui a chiedere soldi attraverso la nota app. È una truffa che l'amministratore di condominio ha subito denunciato non appena, venerdì scorso, è venuto a conoscenza del raggiro. «Stavo facendo una riunione condominiale», racconta, «quando inizio a ricevere numerose chiamate, a cui non rispondo visto che stavo lavorando. Fino a quando uno dei presenti mi ha detto che in quel momento aveva ricevuto il messaggio dal mio numero in cui chiedevo soldi per pagare il dentista. Non ci potevo credere: è stata una scoperta che mi ha devastato nel giro di 30 secondi. Sono andato subito dai carabinieri. A quanto mi risulta nessuno è caduto nella truffa, anche se qualcuno ci è andato vicino. Devo invece ringraziare un amico che, avendo prima allertato le forze dell'ordine, ha finto di cadere nel tranello, agevolando in questo modo il lavoro degli inquirenti che dal momento della denuncia si sono messi sulle tracce dei truffatori».
Si scopre così che il passaggio successivo del raggiro è l'invio, sempre tramite WhatsApp, di un Iban a cui mandare i soldi richiesti. A questo punto salta fuori che l'Iban è intestato a una certa Santina Aniello. Starà alle forze dell'ordine capire se la donna faccia parte o meno della truffa e individuare tutti i responsabili, probabilmente attuato attraverso una operazione di hackeraggio dell'utenza della nota applicazione di messaggistica. Petrocco riferisce anche di aver subito aperto l'applicazione per controllare se fosse tutto a posto e a prima vista non risultava alcuna anomalia. Quando però ha tentato di inviare messaggi via WhatsApp, ha constatato che il sistema di messaggistica era in avaria e non permetteva di inviare messaggi. «Credo che il 90% della mia rubrica telefonica, che conta circa 1.900 contatti, sia stato contattato con la richiesta di soldi. E questo ha portato scompiglio ovviamente nelle persone che mi sono vicine. Soprattutto perché in quel momento, sia perché stavo lavorando sia perché sono stato subissato da telefonate, non ho potuto rispondere a tutti».
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