Cognata picchiata al volto a giudizio il pugile Urbano

La donna aggredita prima dell’arrivo di suo marito che poi accoltellò l’atleta La vicenda a Natale di tre anni fa durante una lite in famiglia in periferia
VASTO. Lesioni aggravate subite dalla cognata Anna Malatesta, moglie di Francesco Orticelli. Quello che accadde il giorno di Natale 2017, prima che il pugile Domenico Urbano venisse ferito con un coltello alla gola dal cognato, sarà nuovamente rivissuto in tribunale. A distanza di tre anni dal cruento fatto di cronaca, si invertono i ruoli. Questa volta a comparire davanti al giudice monocratico in veste di imputato, sarà il pugile. L’udienza è stata fissata al 24 gennaio 2020. La decisione - con decreto di citazione a giudizio - è stata presa dalla Procura dopo che un anno fa il giudice di pace davanti al quale era comparso Urbano per rispondere del reato di lesioni, visti i referti medici della donna, ha ritenuto che le lesioni fossero aggravate e quindi di competenza del tribunale. Il referto di Anna Malatesta parla di setto nasale rotto e tumefazioni al volto. La documentazione medica descrive il grave trauma facciale, le infrazioni dello zigomo, ematomi nella zona oculare. All’accusa di lesioni aggravate si aggiunge anche quella di minacce.
La vicenda risale a tre anni fa. Il giorno di Natale 2017, al culmine di una discussione familiare, Urbano venne accoltellato alla gola. Il cognato, il pescatore Francesco Orticelli, è stato ritenuto l’autore del ferimento del cognato e condannato a 4 anni e 8 mesi. Orticelli ha sempre dichiarato però di aver colpito il cognato per difendere la moglie, picchiata dal pugile, e anche se stesso. «I referti medici prodotti da Anna Malatesta», dice l’avvocato Antonello Cerella, che rappresenta la donna, «confermano che Orticelli era stravolto dalla vista della moglie stesa per terra e sanguinante». Una versione supportata dalla denuncia fatta dalla moglie di Orticelli ai carabinieri nei confronti di Urbano per minacce e lesioni aggravate. «Anna Malatesta», prosegue l’avvocato Cerella, «ha avuto bisogno delle cure ospedaliere. È stata colpita ripetutamente al volto e ha riportato un trauma cranico e la frattura del setto nasale. La denuncia della donna è supportata dalle immagini del suo volto tumefatto. Davanti alle immagini e alla documentazione medica, il giudice di pace ha ritenuto di dover rimettere gli atti alla Procura e ora della vicenda dovrà occuparsi il giudice monocratico».
Il 25 dicembre 2017 Francesco Orticelli non era andato al pranzo di Natale perché era influenzato. Stava male ed aveva deciso di restare a casa. Era stata la moglie a chiamarlo piangendo e chiedendo aiuto. Quando Orticelli è arrivato ha visto la donna in quelle condizioni e ha cercato di difendere lei e se stesso. Per questo ha reagito ferendo il cognato. Lui è stato condannato per quello che ha fatto ma sulla vicenda resta un capitolo aperto che si chiuderà il 24 gennaio.
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