«Collega offesa» Medico di Rianimazione a giudizio
LANCIANO. Avrebbe offeso la reputazione di una collega di lavoro segnalando presunti comportamenti non corretti ai vertici dell’azienda sanitaria. Con l’accusa di diffamazione Nadia Carosella,...
LANCIANO. Avrebbe offeso la reputazione di una collega di lavoro segnalando presunti comportamenti non corretti ai vertici dell’azienda sanitaria. Con l’accusa di diffamazione Nadia Carosella, responsabile dell’unità complessa di Anestesia e rianimazione del Renzetti, è stata citata a giudizio davanti al giudice di pace. L’udienza dibattimentale è fissata per lunedì prossimo. La parte offesa è R.T., dipendente della Asl con qualifica di dirigente medico di I livello dello stesso reparto. Il decreto di citazione a giudizio è stato emesso dalla Procura del tribunale di Lanciano.
Secondo l’accusa, la Carosella avrebbe offeso la reputazione della dottoressa inviando, in qualità di responsabile dell’unità operativa complessa, due segnalazioni alla Asl denominate “near miss” (qualsiasi evento che avrebbe potuto causare un infortunio o danno alla salute, ma solo per puro caso non lo ha prodotto) e relative a presunti comportamenti non conformi a correttezza professionale della collega. In una si dichiara che il medico avrebbe avuto «difficoltà nel seguire istruzioni/procedure», nell’altra che «non rispetta le norme di igiene indispensabili» mancando, ad esempio, il lavaggio delle mani. Dichiarazioni nelle quali, su denuncia del dipendente, la Procura avrebbe ravvisato il reato di diffamazione. «Il potere gerarchico consente di richiamare ma non di ingiuriare il lavoratore dipendente», afferma l’avvocato Luca Damiano, che assiste R.T., «o di esorbitare dai limiti di correttezza e del rispetto della dignità umana, con espressioni che contengano un’intrinseca valenza mortificatrice della persona». (s.so.)

