Colpo ad Ari, trovate auto e cassaforte

Il forziere della Carichieti nascosto nel garage di una masseria in zona Fangacci, a pochi passi c’era anche la Fiat rubata
ARI. Mentre i carabinieri rimangono ancora abbottonati sulle indagini per il furto da 20 mila euro alla filiale di Ari della Carichieti, non c’è dubbio che la cassaforte e l’auto trovate in una contrada periferica del paese debbano essere collegate a quanto successo nella notte tra mercoledì e giovedì nella banca arese. La mattina di giovedì, infatti, il proprietario di una masseria agricola in zona Fangacci, area quasi disabitata, è stato chiamato da una vicina di casa. La donna diceva di aver notato una strana auto imboscata in una stradina di campagna accanto alla rimessa agricola, lasciata con sportelli e portabagagli aperti. Il proprietario, un signore di Ari residente in contrada S. Pietro, è andato subito a sincerarsi dell’accaduto e ha trovato l’auto, una Fiat Uno, abbandonata e nascosta tra la vegetazione. Avendo visto che le tracce delle ruote della macchina arrivavano fino al suo garage ed essendosi, dunque, preoccupato ancora di più, ha deciso di chiamare subito di carabinieri. Quando sono arrivati gli uomini dell’Arma, l’uomo ha mostrato sia l’auto (risultata poi rubata a un residente del vicino comune di Filetto) che le tracce che conducevano al suo garage. Ma entrando nel locale insieme ai carabinieri, si è accorto subito di un’altra sorpresa: la cassaforte scassinata, del peso di circa quattro quintali, era stata abbandonata lì nel bel mezzo del garage. La sua presenza era annunciata da un odore particolare, quello della mola utilizzata per forare uno dei suoi quattro lati. Intorno alla rimessa agricola, infatti, sono stati trovati anche dischi di mola abbandonati e altri materiali. Anche il cancello della masseria era stato manomesso: il lucchetto con cui era stato chiuso risultava tagliato, anche se, una volta rimesso a posto, era difficile accorgersene. È dunque ipotizzabile che i ladri, una volta entrati in banca forzando la porta antipanico dell’uscita di servizio, abbiano prelevato la pesante cassaforte del bancomat, l’abbiano caricata sulla macchina rubata e abbiano scelto una isolata rimessa agricola in mezzo alle campagne per completare il lavoro con la mola. «Furti come questi», ha commentato il sindaco Marcello Salerno, «ripropongono il problema sicurezza nei nostri piccoli centri e impongono a noi sindaci, alle altre istituzioni e alle forze dell’ordine di mantenere sempre alto il livello di allerta, cercando di lavorare in stretta collaborazione reciproca e in costante coordinamento». (a.i.)

