Coltiva marijuana dentro casa Il giudice lo libera: uso personale

17 Ottobre 2023

CHIETI. Torna libero Daniele Galasso, l’agricoltore di 43 anni finito ai domiciliari dopo aver allestito nella sua casa di Ripa Teatina quattro serre per coltivare marijuana (con tanto di lampade,...

CHIETI. Torna libero Daniele Galasso, l’agricoltore di 43 anni finito ai domiciliari dopo aver allestito nella sua casa di Ripa Teatina quattro serre per coltivare marijuana (con tanto di lampade, ventole, macchina per imbustare, teli per la copertura) ed essere stato trovato in possesso di circa quattro chili di infiorescenze di stupefacente e di quattordici piante.
Il giudice Andrea Di Berardino ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia Chieti, ma ha rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare.
Lo stesso giudice, infatti, ha ritenuto «ben argomentata» e «persuasiva» la tesi fornita dall’indagato, difeso dall’avvocato Massimo Solari, che ha parlato di coltivazione per uso personale. «L’arrestato», si legge nell’ordinanza, «si è difeso ribadendo quanto già dichiarato nell’immediatezza ai carabinieri, sostenendo di essere da oltre vent’anni un assiduo consumatore di marijuana, che, da agricoltore e commerciante di frutta nei mercati, ha iniziato a coltivare lui stesso in casa per comodità ed economia. Tuttavia, da quando sono aumentate le tariffe dell’energia elettrica, aveva disattivato quelle lampade e ventole e ha iniziato a ridurre la produzione, tant’è che, di quelle quattordici piante, solo quattro erano produttive di frutti e che solo un 20% degli oltre tre chilogrammi di infiorescenze poste in essiccazione avrebbero dato frutto. In pratica, essendo questa la stagione della raccolta dei germogli, stava facendo una provvista annuale, dato che lui fa uso di cinque o sei dosi al giorno. La busta di circa 70 grammi conteneva foglie e non fiori e dunque non era “fumabile”, bensì solo utilizzabile per un estratto minimo».
Secondo il giudice, «la tesi fornita in interrogatorio dall’interessato appare ben argomentata (visto anche il lavoro svolto da Galasso) e risulta ancor più persuasiva in mancanza di obiettivi elementi indiziari, ulteriori al mero dato quantitativo lordo, dell’attività di spaccio, attualmente non prospettabile». Non solo: «Si tratta di un quarantatreenne incensurato, lavoratore in campo affine a quello in oggetto (ciò che rende credibile l’autoproduzione della sostanza consumata), privo anche di precedenti di polizia e di una rete di contatti (non investigata) potenzialmente idonea a costituire una platea di cessionari». (g.let.)
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