Comune, denuncia dei dipendenti «Vessati e insultati dai dirigenti»

Esposto delle Rsu di Cgil, Cisl e Uil all’Autorità anticorruzione: atti di terrore e violenza psicologica Il sindaco Paolini: ho una percezione diversa ma farò le mie verifiche e convocherò i sindacati
LANCIANO. «Malessere organizzativo», «atteggiamento vessatorio e parole denigratorie di soggetti apicali verso il personale dipendente»; «terrore e violenza psicologica». Così le Rsu del Comune di Lanciano - che rappresentano 170 dipendenti dell’ente - descrivono il clima che respirano alcuni dipendenti negli uffici in cui lavorano. Una situazione difficile messa nero su bianco in una lettera inviata all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), al Dipartimento della funzione pubblica, alla consigliera di parità regionale Anna Maria Rita Guarracino, all’ufficio mobbing della Asl e al sindaco Filippo Paolini, alla giunta e alla segretaria generale Mariella Colaiezzi. «Ho una percezione diversa ma verificherò», assicura il sindaco.
LA PROTESTA«Carne umana scadente», «Siete sotto dittatura»: sono alcune frasi che avrebbero detto alcuni dirigenti comunali e figure apicali dell’ente verso i dipendenti che Massimiliano Perretti, portavoce delle Rsu di Cgil, Cisl e Uil del Comune di Lanciano, riporta in una lettera inviata tra gli altri all’Anac e all’ufficio mobbing dell’Asl aquilana, in cui si descrive il «clima lavorativo rigido che si vive in Comune, con dipendenti che versano in condizioni di terrore e violenza psicologica e che sempre più spesso finiscono di fronte all’Ufficio procedimenti disciplinari anche in situazioni che si potrebbero risolvere con un semplice chiarimento verbale». «Dal 2014 ad oggi, la costituzione di procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti è diventata prassi anche per ammonire uno stato d’animo o una parola di troppo», sostengono le Rsu, «ce ne sono stati una quindicina finora, alcuni finiti anche con ricorsi in tribunale». Una nuova causa per mobbing inizierà proprio domani e vede di fronte al giudice del lavoro un ex dipendente che ha denunciato condotte vessatorie in Comune che sarebbero avvenute dal 2011 al 2017 chiedendo danni per 80mila euro. Un altro ricorso si è appena chiuso con una dipendente risarcita per circa 40mila euro. «Sono provvedimenti ingiusti che pesano sulle casse comunali», riprende Perretti, «e portano via circa 4 mesi in cui le attività quotidiane amministrative rallentano a danno dei cittadini». Provvedimenti, richiami spesso evitabili, che per le Rsu generano stress, agitazione e malessere. «Il tutto aggravato dall’atteggiamento ostile dei soggetti apicali», riprende il portavoce, «come ad esempio negare ai dipendenti colloqui chiarificatori, di rapportarsi con i colleghi, di accedere in uffici e spazi comuni, di condividere nell’ora di pausa un pasto insieme. E ci sono anche i “ricatti”, valutazione negative delle performance che incidono negativamente sul percorso professionale». Che cosa fare per ritornare a lavorare in un clima sereno? «Deve essere corretto l’atteggiamento vessatorio e l’uso di parole denigratorie di soggetti apicali verso il personale che svolge il proprio lavoro con senso del dovere», dicono le Rsu, «deve essere attuata la rotazione dei dirigenti come previsto dalla normativa e va attivata un’analisi verso quelle figure che adottano comportamenti e metodi di gestione inammissibili in un ambiente di lavoro».
IL SINDACOSorpreso dalla lettera il sindaco Filippo Paolini che le Rsu hanno coinvolto anche se specificano che il problema non riguarda la politica. «Ci sono regole che pure i dirigenti devono rispettare e c’è una segretaria attenta a quanto accade, che analizza i procedimenti che mi risulta essere solo uno oggi», dice Paolini. «Non vedo una situazione così disastrosa, eppure sono in Comune tutti i giorni e ho un confronto continuo con i dirigenti. Farò le mie verifiche e convocherò le Rsu».
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