Comune, il personale è carente: dipendenti in stato di agitazione

17 Maggio 2024

Sul piede di guerra i sindacati Uil e Csa, l’accusa: «L’ente non sta rispettando gli impegni presi» La pianta organica è di 300 lavoratori, ma quelli in forza al municipio sono meno della metà

CHIETI. Dipendenti comunali sul piede di guerra. Due tra le organizzazioni sindacali più seguite, Uil Fpl e Csa, indicono lo stato d’agitazione di tutto il personale comunale. «Dopo gli incontri avuti al cospetto del prefetto», dicono Marco Angelucci (Uil Fpl) e Walter Falzani (Csa), «con senso di estremo sconforto, abbiamo dovuto constatare la mancanza di volontà da parte della delegazione pubblica, guidata dalla segretaria comunale Celestina Labbadia, di mantener fede agli impegni assunti di fronte allo stesso prefetto». «Proprio davanti al prefetto Mario Della Cioppa», sottolinea Angelucci, «noi avevamo dato piena disponibilità a non creare problemi nei momenti più importanti della vita cittadina, quali ad esempio il venerdì santo o le elezioni regionali, a patto che gli impegni presi sul tavolo prefettizio fossero rispettati. Noi abbiamo rispettato le promesse, loro no».
La macchina comunale è in forte stato di stress: a fronte di una pianta organica di 300 dipendenti, attualmente sono al lavoro in circa 140. Il corpo della polizia locale ha meno della metà del personale: nel giorno della processione del Venerdì santo aveva annunciato uno sciopero, poi rientrato in extremis. Ha suscitato clamore anche il caso del responsabile per le reperibilità del personale comunale che scrive agli organi preposti per lamentare l’impossibilità di garantire i servizi. Sono quattro i punti al centro della protesta di Uil Fpl e Csa.
Il primo riguarda la mancata riapertura del tavolo delle trattative per il contratto integrativo 2023-2025, sottoscritto solo da Cgil e Cisl che infatti non si sono accodate alla protesta. Il secondo punto riguarda il mancato confronto sul sistema di valutazione della performance. Il terzo è interamente dedicato alla polizia locale, per cui si chiede una diversa organizzazione. Il quarto è inerente le «pessime relazioni sindacali». «Queste problematiche sono già state oggetto di incontro con il prefetto e, dietro la sua autorevole mediazione», dicono Angelucci e Falzani, «le parti datoriali si erano impegnate a ripristinare corrette e costruttive relazioni sindacali tese al superamento delle criticità indicate nei quattro punti citati. Il segretario generale, presidente della delegazione trattante, nell’incontro del 23 aprile scorso, ha ribadito che non intende riaprire le trattative relativamente a performance, progressione all’interno delle aree, indennità di funzione nonostante un preciso atto di indirizzo del sindaco Diego Ferrara e l’impegno dallo stesso sindaco assunto con una nota protocollata indirizzata anche al prefetto. Peraltro, nelle ultime convocazioni dei sindacati, si è assistito a repentine quanto equivoche modifiche dell’ordine del giorno che testimoniano una situazione di incertezza e mancanza di chiari indirizzi e nella gestione dei rapporti con gli organismi sindacali. Tale modus operandi», concludono i sindacalisti, «ha ulteriormente inasprito i rapporti e ha creato ulteriore diffidenza nei confronti della delegazione trattante di parte pubblica tanto da spingere i nostri sindacati a dichiarare il venir meno del rapporto di fiducia e reciprocità che deve connotare una equilibrata relazione tra le parti».
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