Comuni senza acqua Legambiente: subito le opere
ATESSA. Interviene Legambiente sul problema acqua che ha visto la protesta e l’incontro, che c’è stato il 14 agosto, dei sindaci con la Sasi e il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. I dati...
ATESSA. Interviene Legambiente sul problema acqua che ha visto la protesta e l’incontro, che c’è stato il 14 agosto, dei sindaci con la Sasi e il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. I dati diffusi dall’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) e dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) dicono che l’estate 2017 è stata la quarta più asciutta degli ultimi due secoli in Italia. Fra i 28 Paesi europei, l’Italia è quello in cui si fa più uso potabile dell’acqua, con una dispersione in rete del 39%. Questi dati aumentano al 50% per le reti della Sasi che sono state progettate 50 anni fa. La soluzione, quindi, è non disperdere l’acqua e rimetterla in circolo. «Soprattutto i cambiamenti climatici» dichiara Luzio Nelli, segreteria Legambiente Abruzzo, «con temperature sempre più alte e prolungati periodi di siccità, impongono al nostro territorio una profonda ristrutturazione del sistema di gestione e approvvigionamento della risorsa. Il passo principale è uscire da soluzioni emergenziali e puntare su una gestione sostenibile, continuare gli investimenti per migliorare le infrastrutture e impedire dispersioni lungo la rete idrica».
In Abruzzo la carenza idrica, con le relative chiusure, esiste soprattutto nel Chietino sud e in 4 comuni marsicani. In modo particolare, la zona industriale della Val di Sangro necessita di una quantità d’acqua sempre più consistente e Vastese, oltre ad avere avuto in questi ultimi decenni un aumento della popolazione, scontano la presenza di reti idriche vetuste e mai soggette a interventi di ammodernamento. «Per risolvere il problema si dovrebbero, e questo concetto è stato ribadito nella riunione del 14 agosto», afferma Giulio Borrelli sindaco di Atessa, «realizzare una nuova linea per il Vastese e affrontare il problema delle diramazioni colabrodo». Il programma, da alcuni milioni, è rimesso al prossimo consiglio regionale. (m.d.n.)

