Con l’auto giù dal viadotto La Provincia sotto accusa

5 Novembre 2018

Automobilista chiede 93mila euro di danni e la procura cita a giudizio un dirigente «Strada rotta, guardrail fuorilegge e manutenzione mai fatta: causate lesioni gravi»

CHIETI. La macchina che sbanda all’improvviso sull’asfalto bagnato per la pioggia, poi si appoggia sul guardrail «non a norma» e, alla fine, vola sotto il viadotto. Racconta di una tragedia sfiorata la denuncia di un automobilista che, adesso, presenta il conto alla Provincia di Chieti. Accusata di aver lasciato la strada nell’abbandono «omettendo la regolare e ordinaria manutenzione». E la richiesta di risarcimento danni rischia di essere un’altra stangata sulla casse vuote della Provincia: 93.152,04 euro. A tanto ammonta la pretesa dell’uomo che, il 6 ottobre di due anni fa, ha rischiato di morire e, invece, se l’è cavata con una prognosi di 40 giorni con fratture a femore, vertebre e a una spalla e un trauma cranico.
L’incidente, sulla provinciale 225 (ex sp 558) lungo il ponte Vecchio 47 nel territorio di Borrello, è al centro di un caso giudiziario davanti alla sezione penale del giudice di pace di Lanciano Miriam Avagnano: dopo l’incidente, l’automobilista ha presentato una denuncia contro la Provincia come «titolare della dovuta manutenzione del tratto di strada». A questo punto, la procura di Lanciano ha disposto il decreto di citazione a giudizio per il dirigente dell’ente Carlo Cristini che si ritrova accusato del presunto reato di lesioni personali colpose. Citata a processo anche la Provincia.
Nel capo di imputazione, si ripercorrono i momenti drammatici dell’incidente: l’automobilista, alla guida di un fuoristrada Nissan Patrol, stava percorrendo «regolarmente e a velocità contenuta» la strada in direzione Sant’Angelo del Pesco «quando, nell’affrontare una curva a destra particolarmente pericolosa e non adeguatamente segnalata, perdeva il controllo dell’auto, anche a causa dell’asfalto usurato e reso viscido dalla pioggia». Una sbandata improvvisa e imprevedibile che, secondo la ricostruzione dell’uomo e anche della procura frentana, sarebbe potuta finire in disgrazia: «Con l’auto andava a finire contro la protezione di sostegno posta ai margini della strada (guardrail) che, non essendo a norma, non conteneva l’urto ricevuto facendolo precipitare sotto il viadotto». Secondo la versione dell’accusa, la manutenzione mancata sarebbe alla base delle «lesioni personali» riportate dall’automobilista. E ora l’uomo chiede «l’integrale risarcimento di tutti i danni, fisici e materiali, patrimoniali e non»: danni che, per l’automobilista che li ha subiti, sono «gravi».
Stavolta, la Provincia non farà come nel contenzioso civile avviato da un motociclista caduto in via Masci, a Chieti, «per la presenza in strada di pietrisco e resti di sfalci di erba»: in quel caso, l’ente non si è costituito in giudizio ed è stato condannato a pagare 131mila euro di danni senza nemmeno tentare di difendersi. Ora, con un decreto del presidente Mario Pupillo è stato affidato l’incarico della difesa all’avvocato Silvia Traverso, già legale della compagnia assicuratrice Lloyd’s Anglolombarda. Il contenzioso si aprirà il prossimo 12 novembre.
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