Condannato a quattro anni per sette furti

Cupido, aiutato da due complici, sfondava le vetrine dei negozi con mazze e sassi portando via soldi e merce di ogni tipo
LANCIANO. Era diventato l’incubo dei commercianti lancianesi. Nell’arco di due mesi, tra il novembre e il dicembre 2014, ha mandato in frantumi le vetrine di vari negozi e rubato soldi e merce -anche prosciutti, formaggi e salami- aiutato da due complici. A gennaio era stato arrestato al termine delle indagini condotte da carabinieri e polizia e coordinate dalla Procura. Ora è arrivata la condanna per Mauro Renato Cupido, 27 anni: il giudice Andrea Belli gli ha comminato una pena, per furto aggravato, a 4 anni di reclusione e mille euro di multa per sette colpi con spaccata.
Il giovane, che ha scontato già un anno di carcere, è stato ai domiciliari e ora è soggetto all’obbligo di dimora in città. È ritenuto l’autore di diversi furti, commessi nell’arco di due mesi (nella stessa notte i colpi potevano essere anche due) con l’aiuto di Tomassina Ranalli, 25 anni, di Lanciano, per la quale si procede separatamente, e di suo fratello minoreenne denunciato, in stato di libertà, alla Procura minorile dell’Aquila. A processo sono approdati i furti commessi da Cupido alla parrucchiera per signore in via Dei Funai, in pieno centro storico che fruttò un bottino di circa 1.500 euro più prodotti per capelli; in due bar, uno situato in una traversa di corso Trento e Trieste e l’altro nell’area del terminal della Pietrosa; a un parrucchiere in via Isonzo, a un fruttivendolo che si trovava in via Spaventa e al negozio di alimentari in via Piave. Qui Cupido aveva già tentato un furto: la prima volta, però, non riuscì a rompere la vetrina del negozio e a rubare prosciutti e altri prodotti, che è riuscito invece a portare via nel secondo “attacco” a fine novembre.
I colpi, come rilevarono le indagini, erano commessi sempre con la stessa modalità: mandando in frantumi le vetrine dei negozi e sfondando le porte servendosi di massi, bombole di gas e mazze ferrate. Giorni di terrore in città, ma alla fine tecniche, volti e i furti portati a termine sono stati immortalati da alcune telecamere. Per questo la difesa di Cupido in aula, dinanzi al giudice Belli e al pubblico ministero Gina Petaccia, non ha potuto controbattere alle accuse: l’uomo è stato incastrato dalle immagini registrate dalla videosorveglianza di alcuni locali nonché dalle testimonianze dei cittadini. Nella sua casa, inoltre, erano stati trovati anche i generi alimentari rubati -prosciutti, forme di grana e reggiano, salami– nonché attrezzi per parrucchiere come piastre, phon, ferri arricciacapelli e prodotti cosmetici. Per Cupido non è la prima condanna, visto che in passato era stato già in carcere per rapina ai danni di due tabaccherie.
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