Condannato per gli spari (a salve)

28 Aprile 2022

Un 22enne teatino aggredì davanti casa due agenti dopo il litigio con la madre

CHIETI. È stato condannato a due mesi e venti giorni di reclusione (pena sospesa) il giovane teatino di 22 anni che, lo scorso 25 gennaio, ha sparato in strada – con una pistola che solo poi si è scoperto essere a salve – contro i poliziotti che hanno risposto esplodendo un colpo in aria a scopo intimidatorio. Lorenzo La Valle, difeso dall’avvocato Gianluca Carlone, ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato. L’accusa aveva chiesto sei mesi.
Già nel corso dell’udienza di convalida, La Valle ha confessato di aver commesso il reato contestato, ovvero violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, sottolineando come si trovasse in uno stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol. Il giovane ha ammesso di aver acquistato l’arma sequestrata su internet, senza fornire altre spiegazioni. Poi ha raccontato di aver perso il lavoro da circa una settimana e di stare vivendo un periodo difficile della propria esistenza. Dopo una lite in casa con la madre che si è rifiutata di prestargli l’automobile, il ragazzo è sceso in strada e ha iniziato a sparare.
La Valle si è scagliato contro i poliziotti, prima insultandoli, poi pronunciando parole di sfida («Sparatemi al petto se ne avete il coraggio»), quindi esplodendo nei loro confronti un colpo di arma da fuoco caricata a salve e, infine, divincolandosi per impedire agli agenti di stringergli le manette ai polsi.
I due poliziotti intervenuti hanno ricevuto i complimenti e il ringraziamento dell’allora questore di Chieti Annino Gargano: «La decisione di non rispondere al fuoco, e di esplodere un colpo in aria senza mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, non è stata frutto di una scommessa ma della capacità di mettere insieme una serie di informazioni, acquisite nell’immediatezza dell’intervento, tali da far ritenere che la strategia scelta fosse quella giusta. I due poliziotti hanno poi utilizzato lo spray urticante per vincere la resistenza del ragazzo e arrestarlo». (g.let.)
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