Conti del Comune, è scontro L’opposizione: tasse al massimo

23 Febbraio 2022

Il bilancio arriva in consiglio. La minoranza: «La situazione finanziaria è disastrosa, danni per i vastesi» Secondo la maggioranza, l’ente è sano e non ci saranno né tagli né ridimensionamenti dei servizi

VASTO. Novanta giorni di tempo per approvare un piano di riequilibrio finanziario della durata massima di 15 anni. È il termine contenuto in una proposta di delibera che lunedì 28 gennaio, alle 9, approda in aula «per porre in essere efficaci misure correttive per ripianare il rilevante dissesto tecnico registrato nel rendiconto per l’anno 2019». Il piano di riequilibrio finanziario, annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Menna che in quell’occasione aveva ribadito che «il Comune è un ente finanziariamente sano, come dimostrano gli indici positivi di solidità strutturale», ha dato la stura all’opposizione di centrodestra per delineare scenari fatti di “lacrime e sangue” con aumenti di tasse e tariffe. Circostanza sulla quale il sindaco ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «È arrivato il momento in cui l’amministrazione Menna dovrà rendere conto della disastrata situazione finanziaria del Comune», attaccano Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Guido Giangiacomo, Antonio Monteodorisio e Sabrina Bocchino, «ma cosa prevede il piano di riequilibrio, già votato in giunta il 10 febbraio e che verrà sottoposto al vaglio del consiglio comunale la settimana prossima? Quello che avevamo annunciato mesi fa, mentre Menna garantiva la solidità delle casse comunali. Cioè che l’ente andrà in emergenza finanziaria per un periodo compreso tra 4 e 20 anni, in cui tutte le imposte locali dovranno essere portate al massimo, dovranno essere contratti mutui – che poi dovranno risarcire i vastesi – per pagare i debiti fatti dal centrosinistra, e dovranno essere aumentate le tariffe di tutti i servizi a domanda individuale, dalle mense agli scuolabus, passando per i servizi cimiteriali. Tasse, aliquote al massimo, mutui supplementari da pagare. Ce ne sarebbe abbastanza», incalzano i cinque consiglieri, «per licenziare su due piedi l’assessore al bilancio e alle finanze per manifesta incapacità, se non fosse che non è mai stato nominato, ma è lo stesso sindaco che si trova adesso a dover attuare questo piano di riequilibrio lacrime e sangue».
Era stata proprio l’amministrazione Menna, con il sindaco e il vice Felicia Fioravante, nei giorni scorsi, ad annunciare la delibera adottata dalla giunta con cui si è stabilito di fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale: il primo cittadino aveva fatto riferimento alla deliberazione della sezione regionale della Corte dei conti del 26 ottobre 2021, con cui era stato chiesto al Comune di adeguarsi alle nuove regole contabili, in vigore dal 2019. In quella occasione il sindaco annunciò anche un «piano di misure correttive che andranno ad ammortizzare il disavanzo tecnico in modo da non incidere negativamente sulla gestione finanziaria e contabile del bilancio che è sano e continuerà ad erogare, soprattutto nella particolare contingenza, misure di sostegno alla collettività».
La proposta di delibera che verrà sottoposta all’esame dell'aula è il frutto di una interlocuzione avviata con gli organi di controllo (Collegio dei revisori e Corte dei Conti) tesa a verificare «le opportunità migliori per ripianare il rilevante disavanzo tecnico registrato nel rendiconto 2019 e che è di 16.143. 333 euro».