«Conti in rosso, il Comune è nel baratro»

La denuncia di Febo: il collegio dei revisori boccia l’amministrazione, Di Primio dichiari il dissesto
CHIETI. Nuovo richiamo sui conti del Comune. A decretare l’«insussistenza delle condizioni di equilibrio finanziario» dell’amministrazione è il collegio dei revisori che parla di 60 milioni di «passività». E i revisori tornano ad avanzare la proposta di dichiarare il dissesto del Comune. «I revisori tirano finalmente le somme e tolgono la fiducia all’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio», denuncia il consigliere di opposizione Luigi Febo, «una fiducia che era stata parzialmente accordata negli ultimi mesi attraverso riserve sui pareri e consigli mirati. Invece, nel parere alla delibera di salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2018 che sarà portata a giorni in consiglio comunale, i revisori bocciano in maniera impietosa la gestione finanziaria del Comune con un evidente parere negativo, stavolta senza riserve e salvagenti». Febo coglie l’occasione per attaccare il sindaco che, oggi alle 11,30 in municipio, terrà una conferenza stampa «per illustrare nel dettaglio le delibere riguardanti la salvaguardia degli equilibri e l’assestamento di bilancio».
«Dal parere», afferma Febo, «si evince un’evidente incapacità di riscossione dei residui attivi, la cui misura il collegio stesso ritiene essere stata prevista “in misura ottimistica” all’interno del documento di salvaguardia». Il consigliere prosegue interpretando il parere dei tecnici: «I revisori consigliano all’ente di intraprendere l’unica via percorribile per porre rimedio al disastro finanziario ormai conclamato: la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. La città è allo stremo e non ci rialzeremo presto da questo disastro mentre il sindaco annuncia la fuga verso altri lidi. Ma i consiglieri di maggioranza che continuano a votare acriticamente questi documenti si rendono conto di quale responsabilità si stanno caricando?», si chiede Febo, «sono ormai più di quattro anni che avvertiamo tutti sulla situazione che si stava determinando e costoro sono andati avanti facendo finta che nulla stesse succedendo. Ora siamo nel baratro». Febo denuncia, poi, l’«assoluta inerzia degli organi investiti dei poteri sostitutivi e di controllo che, nonostante la pesante situazione finanziaria e nonostante le sollecitazioni di pagamento milionarie delle società e aziende direttamente partecipate (Chieti Solidale e Teateservizi) e delle società di gestione dei servizi, non intervengono in nessun modo neanche quando la legge richiede il loro intervento».

