Contributi per sostituire le insegne

Guardiagrele. Dell’Arciprete: «Stanziato un fondo per abbellire il centro storico»
GUARDIAGRELE . Verdi, rosse, arancioni, blu, bianche e nere, di plastica, al neon, a volte addirittura di cartone e, sempre più raramente, di altri materiali. Mai discrete, quasi sempre troppo grandi e, spesso, totalmente non conformi alle autorizzazioni. È il caos delle insegne commerciali nelle vie del centro storico che da anni, deturpano e nascondono l’affascinante e prezioso ambiente architettonico del borgo. Un guazzabuglio di colori, forme e materiali a cui però l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Dal Pozzo ha ora deciso di dire basta, lanciando un progetto che punta ad abbellire il centro storico e che propone ai commercianti la sostituzione delle tante insegne in plastica, plexiglass e altro materiale similare dai loro negozi con delle nuove insegne realizzate con materiali ecosostenibili, come il ferro battuto, la ceramica o la pietra. «Per incentivare la sostituzione delle insegne», precisa l’assessore al commercio Ambra Dell’Arciprete, «la giunta ha infatti già stanziato un fondo che prevede la concessione di un contributo a tutti i commercianti intenzionati a sostituire le loro insegne e a chi provvede inoltre ad abbattere le barriere architettoniche dei propri negozi per migliorare l’accesso alle persone con limitata mobilità». L’assessore ricorda che l’iniziativa è nata grazie a un accordo con la Confesercenti. «Migliorare il decoro urbano», conclude Dell’Arciprete, «significa anche caratterizzare il borgo e renderlo vitale. La giunta comunale tiene molto a questa iniziativa, soprattutto per dimostrare che la qualità della vita e la vivibilità urbana sulla quale ha sempre puntato, non può che essere il frutto di un impegno condiviso con i concittadini». In passato la rimozione delle diverse insegne in plastica dei negozi, era stata più volte sollecitata alle diverse amministrazioni che si sono succedute, dall’attuale coordinatore della Destra Sociale Paolo Damiano, che si era anche battuto per vietare le affissioni dei manifesti sugli ultracentenari edifici del centro storico. (g.i.)

